Trama SURVIVAL FAMILY | Sky Cinema
SURVIVAL FAMILY

SURVIVAL FAMILY

120'2016Commedia
  • Regia: Shinobu Yaguchi
  • Genere: Commedia
  • Paese: Giappone
  • Durata: 120'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: SURVIVAL FAMILY

Cast:

Fumiyo Kohinata, Eri Fukatsu, Wakana Aoi, Norika Fujiwara, Akira Emoto, Yoshiyuki Morishita, Mickey Curtis, Yoji Tanaka, Shin Takuma

Trama:

Per la famiglia Suzuki è una giornata come tante. Il padre torna dal lavoro e impone i propri ritmi, la madre si dedica ai lavori domestici, i due figli, schiavi della tecnologia, alla propria apatia da ragazzini viziati. Ma un bel giorno, per una ragione misteriosa, ogni batteria e forma di alimentazione elettrica smette di funzionare e Tokyo torna rapidamente a un medioevo prossimo venturo, tra cene a lume di candela e sgambate sul sellino di una bicicletta. I Suzuki abbandonano la città per raggiungere il nonno a Kagoshima, villaggio in riva al mare.
Liberamente ispirato da un blackout avvenuto in un quartiere di Tokyo nel 2011, Survival Family è la rappresentazione verosimile di cosa potrebbe avvenire in una situazione del tutto inverosimile. L'antico espediente del paradosso per sollecitare reazioni inattese nell'animo umano viene sfruttato in un dramma di oltre due ore, che nasconde un chiaro intento da apologo morale. Lo "spegnimento" globale della luce, fonte di ogni dispositivo tecnologico, è spunto di per sé risaputo, tanto in letteratura che al cinema, ma l'intento di Shinobu Yaguchi non è quello di scrivere un racconto di fantascienza innovativo. La sua operazione di maieutica intende far emergere l'essenza recondita dello spirito nipponico, la capacità unica del popolo del Sol Levante di far fronte ai disastri che puntualmente lo colpiscono - da Fukushima nella realtà a Gojira nella finzione. Il consueto scenario apocalittico da brigantaggio in stile Mad Max, in cui prevalgono la legge del più forte e il caos incontrollato, cede così il passo a un inatteso emergere di nuclei di solidarietà umana, a una volontà di mantenere disciplina e compostezza anche nell'ora più (letteralmente) buia. Un ribaltamento delle aspettative su cui Yaguchi gioca, abilmente, con lo spettatore, sorretto dall'utilizzo di molta camera a mano - Takahito Kasai il direttore della fotografia - per aumentare l'effetto pseudo-documentaristico. Dove Yaguchi dimostra di non essere Kurosawa Kiyoshi è nella superficialità con cui affronta le dinamiche interne alla famiglia Suzuki, lontanissima dal bisturi utilizzato con mano ferma in Tokyo Sonata.
Yaguchi proviene da un cinema popolare, uso ai sentimentalismi, e in Survival Family questo si nota. Il regista ricorre a simboli e dettagli elementari - un parrucchino come simbolo della falsità e del conformismo? - per giungere alla prevedibile conclusione sulla ritrovata armonia dei Suzuki, che riscoprono i valori autentici inseguendo un maialino o raccogliendo l'acqua da un pozzo. Mentre il ritorno della società al baratto rende inutili e ridicolizza gli status symbol del lusso, dalle pellicce alle Maserati. Un dramma consolatorio per famiglie che avrebbe potuto graffiare ben di più.

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