Trama INDIZI DI FELICITÀ | Sky Cinema
INDIZI DI FELICITÀ

INDIZI DI FELICITÀ

103'2017Docu-fiction
Guarda il trailer
  • Regia: Walter Veltroni
  • Genere: Docu-fiction
  • Paese: Italia
  • Durata: 103'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: INDIZI DI FELICITÀ

Cast:

Trama:

Veltroni indaga sulla possibilità della felicità in un tempo che, come quello che stiamo vivendo, sembrerebbe escluderla o considerarla una sciocca utopia. A partire da persone comuni, dal loro vissuto personale, familiare, professionale: un incontro importante, l'arrivo di una notizia a lungo attesa o un momento di crisi profonda ci vengono descritti momenti di felicità possibile e reale. In questo suo quarto film Walter Veltroni va più che mai (qualcuno potrebbe aggiungere 'finalmente') controcorrente. Se ricordare quella personalità stimata anche dai più accaniti avversari che è stato Berlinguer oppure far parlare i bambini del loro presente e del loro futuro o perfino far rivivere la memoria di un edificio come il velodromo Vigorelli poteva rientrare in una non difficile categorizzazione tematica, parlare di felicità oggi è più che mai un rischio.

Lo era già ad inizio anni '80 quando Giorgio Gaber in "L'illogica allegria" cantava l'imbarazzo e quasi il senso di colpa di un uomo (lui) che affermava: "Lo so del mondo e anche del resto/lo so che tutto va in rovina/ma di mattina quando la gente dorme/col suo normale malumore/mi può bastare un niente/forse un piccolo bagliore/un'aria già vissuta/un paesaggio che ne so/e sto bene/io sto bene come uno che si sogna/non lo so se mi conviene/ma sto bene ... che vergogna". Lo è ancora di più oggi (e il regista non se lo nasconde offrendoci in apertura una decina di minuti di immagini che hanno segnato drammaticamente questo inizio di millennio) in particolare in Italia, dove regna incontrastata la definizione sprezzante di 'buonismo' nei confronti di qualsiasi forma di espressione artistica (e non) che sia alla ricerca di una possibile positività piuttosto che di un nichilismo compiaciuto. Veltroni non pensa, come Adorno, che non si possa mai affermare di essere felici ma semmai di esserlo stati, essendo praticamente impossibile cogliere il senso della felicità nel momento in cui essa si manifesta. Ci propone quindi testimonianze di varia natura grazie alla quali si può cogliere come e quanto lampi o periodi di felicità abbiano la possibilità di scaturire da situazioni che traggono linfa vitale non solo da uno stato di benessere ma anche dal dolore più profondo.

Dalla coppia che ricorda il primo bacio ma anche la nascita di un figlio cerebroleso fino al sopravvissuto alla Shoah che oggi è felice di poter lasciare la sua testimonianza alle nuove generazioni è un susseguirsi di descrizioni di esperienze che il cinefilo Veltroni fa precedere e seguire da due canzoni che hanno segnato la storia del cinema. Senza citare quali siano (per non togliere il piacere della sorpresa) si può rilevare che per una delle due l'autore non può non essere consapevole che è stata anche alla base di una delle scene di violenza cinematografica più discusse. L'averla scelta sembrerebbe voler indicare come da una stessa situazione possano nascere la negatività più estrema così come quegli indizi di felicità che si è andati a ricercare. Una ricerca che finisce con il far sì che ogni spettatore provi, magari per la prima volta, a porre la domanda anche a se stesso.

Mostra altro