Trama ROBERTO BOLLE - L'ARTE DELLA DANZA | Sky Cinema
ROBERTO BOLLE - L'ARTE DELLA DANZA

ROBERTO BOLLE - L'ARTE DELLA DANZA

105'2016Documentario
  • Regia:
  • Genere: Documentario
  • Paese: Italia
  • Durata: 105'
  • Data di uscita: 2016
  • Titolo originale: ROBERTO BOLLE - L'ARTE DELLA DANZA

Cast:

Roberto Bolle

Trama:

Da Scarpette rosse a Due vite, una svolta, passando per Il sole a mezzanotte, The Company e Billy Elliot, il cinema frequenta la danza con entusiasmo, cercando da sempre la maniera adeguata di incarnarla sullo schermo. Di incarnare quest'arte singolare, esibita o evocata, ammiccata o raccontata. Perfetta per declinare temi universali, l'amore, il desiderio, la morte, l'odio, la vendetta, la danza armonizza il disordine della vita e delle sue emozioni, esercitando sul cinema un'attrazione irresistibile. Soggetto predestinato per sua natura (il movimento) ad essere rappresentato, vive una nuova stagione d'amore col cinema dopo una prolungata assenza interrotta dal cigno nero di Aronofsky, storia di un étoile inquieta convertita in racconto orrorifico. Disciplina elitaria, da qualche tempo ha deciso di allargare il cerchio e abbracciare il grande pubblico. La Biennale della danza di Lione, l'Opéra di Benjamin Millepied (novembre 2014-febbraio 2016), il Roberto Bolle and Friends, la danza mette in discussione il suo statuto di esclusività coinvolgendo il non pubblico della danza. Refrattaria al popolare sfida la propria inaccessibilità infilando il percorso dell'opera lirica: frenare il proprio declino e recuperare le nuove generazioni.
Traslocata fuori dai luoghi istituzionali, il cinema ha incontrato la sua creatività eccezionale producendo dei documentari altrettanto eccezionali, ansiosi di fare da 'piedistallo' alle stelle del palcoscenico. Con Pina di Wim Wenders, Relève di Thierry Demaizière e Alban Teurlai, Mr. Gaga di Tomer Heymann, L'arte della danza di Francesca Pedroni incontra Roberto Bolle e lo accompagna nel suo viaggio, nelle arene antiche, nei templi, nelle architetture del passato dov'è andata letteralmente in scena la volontà dell'artista di convertire alla bellezza un pubblico più vasto e trasversale. Infaticabile globetrotter della danza, Roberto Bolle ha portato in tour il repertorio classico e le coreografie contemporanee flirtando col cinema e ponendo in maniera dialettica il movimento del corpo coi movimenti della macchina da presa. Elegia in rilievo che celebra un artista ammirato, Roberto Bolle - L'arte della danza penetra lo spazio scenico a scoprire, quasi a toccare, l'essenza immateriale della danza, mettendo l'accento su un dettaglio, approssimando lo sguardo ai corpi, ai muscoli, alla carne. I pas de deux, esaltati da scenografie secolari (Verona, Caracalla, Pompei), intercalano le conversazioni con étoile che disegnano la loro relazione con Bolle e il disegno poetico di Bolle, che come Maurice Béjart evoca un desiderio di comunione, di condivisione del dibattito estetico.
Riappropriandosi di un termine ostico, da maneggiare con cura, la 'danza pop' di Roberto Bolle afferma la volontà di non escludere nessuno, promuove una nuova età della danza che interpreta con grazia e senza l'impressione della fatica. La qualità dei suoi spettacoli autorizza però la rettifica. La disciplina artistica di cui l'artista si fa prestigioso ambasciatore è una 'danza elitaria per tutti', per riprendere la bella formula di Antoine Vitez, regista teatrale francese scomparso nel 1990. Perché la danza 'all'aperto' di Bolle insegue la popolarità senza rinunciare al proprio linguaggio e alla propria tradizione.
Dopo le arene è al cinema che quest'arte mimica si rivolge per dare accesso a un numero maggiore di persone, svincolandosi da un sistema irrigidito in una complicata griglia di etichette, prescrizioni e divieti che negli anni hanno finito per sottrargli la sua connaturata vitalità. Francesca Pedroni, critico di danza del quotidiano Il Manifesto e autrice di Classica, in onda su Sky, prova allora a guardare la danza dal punto di vista del cinema esplorando con Roberto Bolle e i suoi friends la sensualità fisica dell'essere, le tensioni spirituali e mistiche che creano il movimento. Il suo sguardo supera la visione frontale teatrale procurando una partecipazione emotiva, approssimando figure irreali e i

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