Trama LEATHERFACE | Sky Cinema
LEATHERFACE

LEATHERFACE

90'2017Horror
  • Regia: Julien Maury, Alexandre Bustillo
  • Genere: Horror
  • Paese: USA
  • Durata: 90'
  • Data di uscita: 2017
  • Titolo originale: LEATHERFACE

Cast:

Lili Taylor, Stephen Dorff, Angela Bettis, Sam Strike, James Bloor, Jessica Madsen, Vanessa Grasse, Nicole Andrews, Julian Kostov

Trama:

Il compleanno del piccolo Jed Sawyer è piuttosto particolare, così com'è particolare la sua famiglia. Assieme alla torta, il regalo è una sega a motore con cui uccidere la sua prima vittima, un vicino accusato di furto di maiali. Mamma Verna e il resto della famiglia acclamano, ma Jed non se la sente. Texas, 1955. Jed attira in trappola la giovane Betty Hartman in un fienile dove il resto della famiglia la ammazza. Il fidanzato di Betty, però, avvisa gli agenti che subito accorrono. Accorre anche il ranger Hal Hartman, papà di Betty, che conosce i misfatti della famiglia Sawyer e, in cerca di vendetta, requisisce Jed e gli altri minorenni per mandarli in istituti di correzione.
Dieci anni dopo, la volenterosa e ben intenzionata infermiera Elizabeth, detta Lizzy, prende servizio nell'istituto Gorman dedicato alla cura di ragazzi che hanno avuto problemi. Verna sa che Jed è lì, ma non glielo fanno vedere: gli hanno anche cambiato nome, ma lei sa che lo riconoscerebbe nonostante il tempo passato. Perciò si introduce con la forza e genera un parapiglia del quale i reclusi approfittano per ribellarsi in modo sanguinoso, uccidendo anche il titolare dell'istituto, responsabile di nefandezze infinite. Lizzy è presa come ostaggio dallo psicopatico Ike, dalla pazza Clarice, dal corpulento e demente Bud, oltre che da Jackson, l'unico a mostrare segni di umanità e normalità. Il quintetto si dà alla fuga, braccato dalla polizia e dai propri demoni in quella che diventa presto un'orgia di sangue. Non aprite quella porta non è stato solo il film migliore di Tobe Hooper, recentemente scomparso, ma è stato anche un film fondamentale nella ridefinizione del genere horror, capace di influenzare come pochi altri. Ha generato una serie (il cui terzo episodio si chiamava Leatherface, come questo) e ha avuto un remake che ha generato a sua volta un seguito (o un prequel, per essere più esatti). Tutti, a parte forse il primo seguito diretto dallo stesso Hooper, più o meno con la stessa storia per la serie repetita iuvant (al botteghino). Adesso, come per i super eroi (e in fondo Leatherface può ormai essere ascritto al genere, versante supercattivi) si narrano le origini del personaggio più iconico della serie, quel mastodonte dalla maschera di pelle umana che si diletta con la sega a motore.
Era necessario descrivere un retroterra psicopatico-sociologico per dettagliare il perché una persona si sia trasformata nell'energumeno con la sega a motore? Non era già più che sufficiente quello che avevamo visto nel film originale, dove Leatherface era perfettamente inserito, quale componente più selvaggio (ma obbediente), all'interno di una famiglia disfunzionale al massimo grado, ma frutto di una società malata in tempi malati (e anche in quello stava la forza sociopolitica del film di Hooper)? Stranamente, in questo caso, la risposta non è quella che ci si potrebbe aspettare, nel senso che forse non era necessario un film come questo, ma senza dubbio ha una sua ragion d'essere per il modo in cui è stato fatto e per come riesce a rielaborare e rigenerare in modo efficace una serie che sembrava aver detto tutto. Merito di una coppia di autori francesi che già si era fatta notare in campo horror (per esempio con il notevole à l'intérieur) e qui conferma ottime qualità nella messa in scena. La rivolta nell'istituto, per esempio, è rappresentata in modo magistrale con un crescendo selvaggio di ferocia liberatoria perfettamente calibrato, con i reclusi ad assaporare la libertà dalle torture dei loro aguzzini. Certo, non esistono personaggi positivi, tranne la giovane infermiera catturata in un vortice di orrore a rappresentare il punto di vista di una normalità che sembra sfuggire a tutti gli altri personaggi. Per il resto, restando nell'alveo dei personaggi che istituzionalmente dovrebbero essere positivi, le autorità sono invece conniventi, corrotte, feroci o del tutto accecate dall'odio come il ranger Hartman che richiama in modo più conte

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