Trama DONNE IN ATTESA | Sky Cinema
DONNE IN ATTESA

DONNE IN ATTESA

107'1952Commedia
  • Regia: Ingmar Bergman
  • Genere: Commedia
  • Paese: Svezia
  • Durata: 107'
  • Data di uscita: 1952
  • Titolo originale: DONNE IN ATTESA

Cast:

Carl Ström, Gerd Andersson, Björn Bjelfvenstam, Maj Britt Nilsson, Jarl Kulle, Birger Malmsten, Gunnar Björnstrand, Eva Dahlbeck, Anita Björk, Håkan Westergren, Aino Taube, Karl-Arne Holmsten

Trama:

Una casa in riva a un lago. Le cognate Rakel, Karin, Annette e Marta stanno aspettando i reciproci mariti. Oltre a loro sono presenti anche Erik, figlio di Annette, e Mary giovane sorella di Marta. A un certo punto Annette comincia a parlare del proprio difficile rapporto con il coniuge e viene seguita dalle altre. Nessuna di loro ha trovato nel matrimonio la felicità. I due giovani ascoltano e a loro non resta che sperare, nonostante tutto, di saper costruire un futuro migliore.
Bergman in questo film, uscito dai confini svedesi in ritardo rispetto alla sua realizzazione, sperimenta alcune soluzioni narrative che gli saranno utili nelle sue opere successive. Compare così la distribuzione dei ruoli principali tra quattro personaggi femminili (scelta questa che verrà condotta al suo vertice in Sussurri e grida). Decide poi di allargare la dimensione del racconto partendo da un monologo di Annette di impianto teatrale per poi aprirsi all'inserimento di flashback nei racconti successivi. Inverte quindi la classica progressione che vorrebbe si procedesse da una dimensione colloquiale distesa per poi progressivamente passare al dramma aprendo invece con il racconto più desolatamente doloroso per finire con la lieve accettazione di un universo coniugale in cui i reciproci tradimenti sono la regola. Quest'ultima vicenda avrà quello che oggi definiremmo quasi uno spin off in Una lezione d'amore. Sul piano tematico Bergman continua la sua analisi della vita di coppia mitigando il pessimismo di base con la possibilità di una soluzione diversa affidata ai due giovani Erik e Mary, lasciando però, ancora una volta, allo spettatore la libertà di decidere in merito.

Mostra altro