Pierfrancesco Favino: dal Libanese al Cobra

Francesco Castelnuovo ha incontrato l'attore romano interprete di ACAB, il nuovo film di Stefano Sollima. Un viaggio nella violenza legalizzata di un gruppo di celerini di Roma tra scontri e guerriglia metropolitana. GUARDA IL VIDEO DI SKY CINE NEWS

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Questo è davvero un periodo felice per Pierfrancesco Favino. Dopo gli applausi ricevuti per la sua performance ne "L'industriale" di Giuliano Montaldo, torna nelle sale con ACAB - All Corps Are Bastards diretto da Stefano Sollima. (che firmò anche la serie tv di Romanzo Criminale), Nel film, nelle sale dal 27 gennaio, Favino interpreta Cobra, un celerino tutto di un pezzo che assieme ad altri due colleghi Negro e Mazinga rappresentano tre vite disperate, sempre al limite tra la legge e la violenza insita in loro.

Tre poliziotti bastardi" pronti ad onorare la divisa ricorrendo a qualsiasi tipo di angheria legati da tra loro un codice d'onore primordiale estraneo al senso della legalità, dove cameratismo e fratellanza diventano variabili essenziali per portar a termine il proprio lavoro. Ma oltre a questo c'è anche un aspetto che li contraddistingue. Sono persone essenzialmente disperate alle prese con i loro fallimenti di padri assenti, di genitori non riusciti costretti ogni giorno a rischiare la vita per uno stipendi da fame.

Naturalmente emblema di questa divaricazione profonda è Cobra, che manco a dirlo, è il più estremista del gruppo, quello apparentemente più solitario e più impulsivo, che nutre una vera adorazione per Benito Mussolini, con busti in bella vista per casa, poster che inneggiano "A me!", e che non dimentica mai di avere una divisa. Anche quando non la indossa. Una grande sfida per l'attore romano che ha confessato di aver dovuto fare dei "salti mortali" per interpretare il Cobra del film, soprattutto per la difficoltà ad entrare in una mentalità così lontana dalla sua.