François Truffaut, un mito lungo ottanta anni

François Truffaut

Il 6 febbraio del 1932 nasceva a Parigi, il regista per il quale "il cinema era un prolungamento della vita e la vita del cinema". E anche google rende omaggio al maestro della Nouvelle Vague con un doodle.

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"Su, Alphonse, vieni: ora te ne torni in camera, ti rileggi il copione, e ti metti a lavorare un po' e poi cerchi di dormire. Domani si lavora, e il lavoro è più importante. Non fare il cretino, Alphonse: sei un bravissimo attore, il lavoro va a gonfie vele. Lo so, c'è la vita privata, ma la vita privata zoppica per tutti. I film sono più armoniosi della vita, Alphonse: non ci sono intoppi nei film, non ci sono rallentamenti. I film vanno avanti come i treni, capisci?-Come i treni nella notte. La gente come me e come te, lo sai bene, siamo fatti per essere felici nel nostro lavoro del cinema."

In questa battuta pronunciata dal regista Ferrand protagonista di Effetto notte, c'è tutto la poetica di François Truffaut, uno dei maestri della Nouvelle Vague, l'autore che già negli anni 60 aveva passato più di 4mila ore nelle sale e visto oltre tremila film.
Figlio unico, cresciuto dalla nonna materna, adolescente inquieta al pari del ragazzo di I Quattrocento colpi, Truffaut ha trasfigurato la sua vita in un lunghissimo film. Tant'è che il personaggio di Antoine Doinel (interpretato da Jean Pierre Leaud) e alter ego di François attraverserà tutta la filmografia del regista francese.

Insieme all'autobiografia, l'amore di coppia è stato l'altra grande tematica affrontata da Truffaut: Dal triangolo bohemienne di Jules et Jim all'amour Fou di La signora della porta accanto, dalla Calda amante all' Ultimo metro. Nelle 20 pellicole che compongono la sua filmografia, Truffaut ha raccontato con ironia e passione la nostra vita, senza mai cadere nel sentimentalismo, perché come disse ai Cahiers du Cinema "si tratta di filmare la bellezza senza averne l'aria o senza averne alcuna aria... Amo il cinema perché è prosaico, è un’arte indiretta, inconfessata, occulta nel momento stesso in cui si mostra.
Ed èd è che google a 80 anni dalla nascita di Truffaut, renda omaggio con un doodle a uno dei grandi della storia del cinema. Perché, come sottolineava lo stesso François: "Il vero orrore è quello di un mondo in cui è proibito leggere, dunque è proibito conoscere, amare, ricordare. "