Super-Simo tra le stelle

Il 20 febbraio parte su Sky Uno "Simona goes to Hollywood", lo show in cui la conduttrice svela i segreti della 84ª edizione degli Acadeny Awards. Ma prima di partire per L.A., Simona "striglia" il cinema italiano in un'intervista a TV Sorrisi e Canzoni

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Andrà a Los Angeles per seguire gli  Oscar (con il programma "Simona Goes to Hollywood", dal 20 febbraio su Sky Uno).

Ma intanto Simona Ventura non le manda a dire. E striglia il cinema italiano in una intervista esclusiva su Tv Sorrisi e Canzoni, in edicola mercoledì 8 febbraio
Quando le si fa notare che anche quest'anno l'Italia è  fuori  gara dall'Oscar, la Ventura dice: "Trovo che il cinema italiano  dovrebbe essere più  promosso all'estero, facciamo degli ottimi film,  Nanni Moretti che sarà presidente del prossimo Festival di Cannes lo  comprova, eppure non abbiamo l'opportunità  di essere promossi  all'estero, nessuno ci pensa".
Chi dovrebbe pensarci? "La distribuzione, le case di produzione, in Italia non sono molte, sono quelle due o tre e dovrebbero cercare  di appoggiarsi ai boss del cinema internazionale.
Quando ho girato La fidanzata di papà mi sono messa io stessa a promuovere il film  all'estero, con Massimo Boldi siamo andati a Los Angeles, poi a  Miami...".
Solo un problema di distribuzione? "C'è anche che il  cinema italiano dovrebbe uscire dalla sua torre d'avorio, aprire la  mente, è fatto da persone che non si innestano con altri ambienti...  Con la puzza sotto il naso". Quali ambienti snobbano? La tv? "Sì negli Usa non e' così  c'e' una commistione di genere, qui si  considera la televisione un sottogenere, c'è questo pregiudizio, al  contrario Gabriele Muccino che arriva dalla tv ha fatto dei film  straordinari e ha lavorato negli studi americani.