Diaz, shock al Festival di Berlino

In attesa dell'uscita del film in Italia (il prossimo 13 aprile), Sky Cine News incontra il produttore e il regista della pellicola che rievoca i drammatici avvenimenti avvenuti al G8 di Genova, alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto. FOTO E VIDEO

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Ha scioccato il 62.mo Festival di Berlino dove è stato presentato nella sezione Panorama, ammutolito la platea che è accorsa in massa a vederlo. Stiamo parlando di Diaz, il film di Daniele Vicari che sarà nelle sale italiane dal prossimo 13 aprile e che racconta le vicende del G8 di Genova 2001, dove alla scuola Diaz, nella notte tra il 21 e il 22, un gruppo di agenti delle forze dell'ordine fecero irruzione nella scuola, dove si trovavano, disarmati, un centinaio di giovani che avevano preso parte al G8.

Diciamo subito che si tratta di un'opera estremamente coraggiosa, voluta fortemente dal produttore Domenico Procacci che ha realizzato, non soltanto un film dal budget elevato, ma ha cercato soprattutto di essere fedele agli atti del processo e agli avvenimenti realmente accaduti Insieme al regista Vicari e al cast composto, tra gli altri, da Elio Germano, Alessandro Roja e Claudio Santamaria, il film non tralascia nulla di una vicenda tragica che, a detta di molti, rappresenta il momento più basso vissuto dalla democrazia in Italia.

Il film condensa le storie di varie personaggi, un giornalista, un'anarchica tedesca, un manager che si interessa di economia solidale, un vecchio esponente della CGIL e il vicequestore aggiunto del reparto mobile di Roma, tutti presenti nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Genoa Social Forum e adibito per l'occasione a dormitorio, nel momento in cui centinaia di poliziotti fecero irruzione, ipotizzando un attacco dei Black Bloc. Gli agenti in tenuta anti sommossa trovarono "solo" 93 persone, perlopiù studenti e giornalisti, poi trasportati nel carcere/caserma di Bolzaneto, dove subirono altre violenze da carabinieri, guardie penitenziarie, medici ed infermieri, 44 dei quali condannati in Appello per abuso d'ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, violenza privata. Su più di 300 poliziotti che parteciparono al blitz della Diaz, 29 sono stati processati e nella sentenza di Appello in 27 hanno riportato una condanna per lesioni, falso in atto pubblico e calunnia.