Nuovo Cinema Lucio Dalla

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Lucio Dalla ne i Sovversivi di Paolo e Vittorio Taviani (1967)

Dai "Sovversivi" dei Taviani al "Quixote" di Mimmo Paladino, passando per le colonne sonore di "Borotalco" di Verdone e "Gli amici del Bar Margherita" di Avati, tra l'artista e il grande schermo c'è sempre stata una forte attrazione. Guarda i VIDEO

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di Paolo Nizza

"Penso a delusioni, a grandi imprese, a una thailandese. Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale", cantava Lucio Dalla, stroncato da un infarto mentre era in Svizzera per un tour.
Ma certo il suo rapporto con il cinema non è mai stato normale, finanché banale. Dalla ha spaziato tra cinema d'autore e b-movie con la stessa leggerezza con cui cantava le sue canzoni.

Una delle sue  ultime collaborazione cinematografiche è stata con Pupi Avati nel 2009.
Dopo anni di attrito, Lucio si riappacificò con il regista bolognese, firmando la colonna sonora di Gli amici del bar Margherita.
D'altronde solo un felsineo Doc come Dalla poteva tradurre in musica quella vita consumata sotto i portici della Bologna anni Cinquanta, tra frizzi e lazzi, tra sogni e speranze, tra delusioni e rimpianti. In seguito firmò  pure le musiche di Il cuore grande delle ragazze, sempre di Avati



Ma la storia d'amore tra Lucio Dalla e il cinema ha radici antiche. Per l'esattezza inizia nel 1965 con Questo pazzo, pazzo mondo della canzone, e Altissima pressione, spensierati musicarelli d'antan in cui l'artista emiliano intrepreta se stesso.
Di tutt'altro tenore è invece I sovversivi datato 1967. Diretto da Paolo e Vittorio Taviani, il film vede Lucio Dalla nei panni di Ermanno, neo-laureato in filosofia. Il personaggio è "ventitreenne che dimostra quarant'anni", impegnato ad accompagnare a Roma il fotografo e amico fraterno Muzio per aiutarlo nella realizzazione di un reportage fotografico sui funerali di Togliatti. A detta di tutti i critici, l'interpretazione del cantautore è da applausi.



Con Little Rita nel West di Ferdinando Baldi, i toni tornano a essere più leggeri. Lucio Dalla è Francis Fitzgerald Grawz, un cowboy impegnato a  fronteggiare indiani e banditi. Da antologia del camp il pezzo Piruliruli cantato insieme a Rita Pavone.



Dopo una piccola parte in Questi fantasmi, a fianco di Vittorio Gassman e Sophia Loren, Nel 1968, Dalla partecipa in qualità di narratore a Franco e Ciccio e le vedove allegre. Nella commedia a episodi, Lucio in camicia da notte introduce le amene vicende di cui si rendono protagonisti i vulcanici Franchi e Ingrassia.



A 32 anni, invece, Lucio ci regala un cameo destinato a entrare nella storia del cinema bis italiano. Diretto da Pupi Avati in La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, Dalla è Fava, un contadino sul trattore che approccia in bolognese in maniera folkloristica e simpatica due passeggiatrici molto provocanti.



Da segnalare, infine, la sua partecipazione alla docufiction Quixote. rilettura del capolavoro di Cervanates firmata dall'artista Mimmo Palino. Grazie al Pphisique du role Lucio Dalla è Sancho Panza. Sarà proprio il ruolo di scudiero del cavaliere dalla triste figura a segnare la sua ultima interpretazione come attore.
Ma anche quando non è stato davanti alla macchina da presa, Dalla ha sempre avuto un feeling particolare con il cinema. Basti pensare alla sigla storica composta da Lucio che per anni ha accompagnato i Lunedì film di Rai Uno negli anni 80. Senza contare di quante volte le sue canzoni hanno fatto da colonna sonora a commedie di successo. Dall' Anno che verrà usata in Vacanze di Natale e Marrakech Express, a Futura, scelta dal regista americano per Lawrence Kasdan Ti amerò... fino ad ammazzarti.
Lavorò anche con Mario Monicelli per le musiche dei Picari (1990) e con Michelangelo Antonioni per Al di là delle nuvole (1995)

Un discorso a parte merita Borotalco di Carlo Verdone. Il film è un vero e proprio omaggio a Lucio Dalla. Tra L'ultima luna e Cara, tra un "cargo battente bandiera liberiana" e le "olive greche", un tributo a un "poeta", come lo ha definito Eleonora Giorgi.