Diaz, storia di un film scomodo

Una immagine di "Diaz"

Arriva nelle sale la pellicola di Daniele Vicari, con Elio Germano e Claudio Santamaria, che racconta il dramma del G8 di Genova. Osteggiata in tutti i modi è stata realizzata in Romania. Guarda il video di Sky Cine News

"Questo è un film che non doveva essere fatto", commenta Daniele Vicari il regista di Diaz - Don't clean up this blood, il discusso film che ripercorre i tragici avvenimenti avvenuti nel 2001 al G8 di Genova. Il produttore Domenico Procacci aggiunge a Sky Cine News che "la percezione del progetto era di un film da cui stare lontani da quello che racconta e per le implicazioni politiche. Mi interessa che questa storia si diffonda e sia conosciuta affinche non accada mai più". E dunque per ricostruire Genova la produzione va a Bucarest, lontano dai veleni che serpeggiano intorno all'idea.

Elio Germano racconta che lavorare in Romania ha creato quel clima mitteleuropeo che "si respirava in quei giorni nel capoluogo ligure, dove si sono radunate persone di ogni nazionalità". Il punto di partenza di Diaz è il processo. Il momento clou è il 21 luglio 2001 quando 400 poliziotti irrompono nella scuola Diaz. E lì l'unico celerino ad avere un dubbio è quello interpretato da Claudio Santamaria. E' un film che lascia molte domande e la più ficcante è, a dire del regista Vicari, cosa è la democrazia.