Aiuto, c'è qualcuno che mi fissa

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Una raccolta di sguardi in camera

"Non guardare in camera". Il cinema classico hollywoodiano impose questa regola per lungo tempo, per preservare la sospensione dell'incredulità. Ma questa regola viene sempre più spesso trasgredita e un video ci mostra alcuni dei più famosi camera-look .

di Matteo Mazzuca

Quando si guarda un film, può capitare che uno dei personaggi si volti verso di noi e sembri fissarci negli occhi, magari puntandoci anche un’arma contro.

Si tratta del cosiddetto camera-look (sguardo in camera), vietatissimo dalle regole del cinema classico.

Nella concezione dominante, infatti, il film è una macchina narrativa che crea un universo fittizio a sé stante, senza alcun tipo di rapporto diretto con il pubblico e con il mondo al di qua dello schermo.

A dividere spettatori e personaggi del film si erge la famosa quarta parete, quel confine invisibile, eppure così forte, che si frappone tra lo sguardo del pubblico e quello che sta accadendo sullo schermo.

Ma quando uno dei personaggi guarda in camera, ecco che la quarta parete scricchiola. Il personaggio sembra rivelarci, d’un tratto, che lui sa di noi, è cosciente di un pubblico che osserva le sue azioni. E proprio il pubblico si sente chiamato in causa.

Si crea una specie di cortocircuito. Da una parte la sospensione dell’incredulità sembra sul punto di saltare, dall’altra quello sguardo sembra quasi risucchiare lo spettatore dentro lo schermo.

Questo, ovviamente, nei casi in cui lo sguardo in camera sia studiato e non accidentale: in quest’ultimo caso il camera-look è un errore micidiale.

Ma alcuni registi hanno fatto dello sguardo in macchina un vero e proprio marchio di fabbrica. Pensiamo, ad esempio, a Jonathan Demme e al suo Il silenzio degli innocenti, dove le soggettive sono insistite. Allo stesso modo, durante i dialoghi siamo costretti a fissare i personaggi negli occhi, cadendo vittime di un senso di straniamento.

Woody Allen, addirittura, dialoga esplicitamente con il pubblico, che si tratti di Io e Annie o del più recente Basta che funzioni.

Il potere dello sguardo in camera viene omaggiato anche da Francis Ford Coppola in Apocalypse Now. Il regista qui interpreta per pochi secondi il ruolo di un… regista, appunto. E che cosa grida con insistenza ai soldati? “Don’t look at the camera! Don’t look at the camera!”. Non guardate in camera.

Di seguito vi proponiamo un breve video che racchiude ben 148 di questi sguardi. Riuscite a capire da quali film sono tratti?