50 anni di architettura marchiata James Bond

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La terrazza panoramica del Piz Gloria dove furono girate alcune scene di 007 nel 1969. Credits: Flickr /widybread

Ian Fleming, il padre dell'agente segreto, non amava il modernismo ma nei film di 007 le location strabilianti frutto del lavoro di architetti visionari non mancano: ecco le più stupefacenti per festeggiare i 50 anni di filmografia dell'agente segreto

di Eva Perasso

“Il mio nome è Bond, James Bond”: sono passati 50 anni esatti dalla prima fatidica frase, per bocca di Sean Connery alias Agente 007, che ha reso famoso uno dei personaggi più fortunati della filmografia mondiale. E da Licenza da uccidere, anno 1962, a Quantum of Solace, 2008, in attesa del prossimo appuntamento previsto a novembre in Italia (“Skyfall”, 2012), insieme con attori diversi (Connery, Moore, Brosnan, Craig…) sono andati in scena piccoli pezzi di storia del mondo.

50 anni da 007. Non a caso, nel cinquantesimo anno in compagnia di Bond, le commemorazioni e i percorsi storici si sprecano ovunque: non ultima la mostra londinese sulle sue auto, mentre si organizzano retrospettive sulle famose Bond girls (dalla prima, Ursula Andress, resa famosa dal suo bikini, in poi) e c’è anche chi cerca di ripercorrere gli stili architettonici delle location scelte nei 23 lungometraggi della saga. Come racconta anche il Guardian, in effetti quello con l’architettura fu per Ian Fleming (scrittore e inventore del personaggio) un rapporto turbolento: londinese, romanziere per noia e per “dare pepe a un matrimonio noioso” con una ricca signora, non nascose la sua irritazione nei confronti di architetture moderne e dei grandi architetti osannati nel Novecento.

I villani di Fleming.
Raccontano anzi le leggende che inventò il personaggio di Agente 007 - Missione Goldfinger per sbeffeggiare il suo vicino di casa, l’architetto Erno Goldfinger, disegnatore a Londra di alcuni edifici ispirati al lavoro di Le Corbusier, minimalista e moderno, come le Trellick Towers. Proprio per questa avversione, molte delle costruzioni moderne e post moderne utilizzate nei film dell’agente 007 sono abitate dai “cattivi” e rudi della storia. Da Goldfinger in poi. Eppure, nonostante l’antipatia dello scrittore per il moderno in architettura, i film hanno regalato immagini stupefacenti e location mozzafiato agli spettatori. A partire dalla villa di Beverly Hills in California, costruita da John Lautner proprio mentre si girava Licenza di uccidere, per continuare con una seconda magione degli anni settanta, la Elrod House, sempre opera di Lautner, a Palm Springs, dalla pianta circolare, dove tra giochi di luce e acqua, si nasconde anche una roccia nel bel mezzo del salone. Tra le location di Agente 007 - Una cascata di diamanti, anno 1971.

Giro del mondo con Bond. L’ agente 007 però è famoso per i suoi viaggi, e non solo per gli interni delle ville eccentriche: non a caso nei suoi film si raccolgono immagini di alcuni dei luoghi più belli e caratteristici al mondo. E alcune mete sono diventate famose proprio grazie al turismo cinematografico portato dagli amanti di Bond: la cima svizzera dello Schilthorn (o Piz Gloria) con la sua panoramica funivia e il ristorante circolare ricordano ai turisti le scene di Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà, anno 1969. L’osservatorio di Arecibo, a Puerto Rico, e il telescopio più grande del mondo qui conservato, richiamano invece Goldeneye e lo 007 in versione Pierce Brosnan, anno 1995. In Solo per i tuoi occhi invece, anno 1981, Roger Moore-Bond visitava anche i monasteri di Meteora in Grecia sospesi nel vuoto, mentre nel 1999, in Il mondo non basta, molte scene furono girate al Guggenheim di Bilbao, e si arrivò anche in India, in uno dei palazzi più belli del Rajasthan sospesi sull’acqua, in Octopussy – Operazione piovra, anno 1983 protagonista Roger Moore. Per concludere con i luoghi più conosciuti italiani: proprio in Quantum of Solace, oltre alla riprese fatte a Panama, in Austria e in Cile, si girò poi in Toscana e sul Lago di Garda, dove le riprese sono state ricordate da abitanti e addetti ai lavori soprattutto per i loro risvolti burrascosi e per i molti incidenti in cui gli stuntmen scritturati sono rimasti coinvolti lungo la Gardesana, una delle arterie più suggestive del nostro Paese.