Batman, dopo la sparatoria scatta la censura

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Bane, il villain de "Il cavaliere oscuro - Il ritorno"

In seguito alla strage di Denver alla prima de "Il cavaliere oscuro – Il ritorno", un po’ ovunque sale la paranoia da film violenti. E qua e là sbucano  proposte per aumentare la sicurezza nei cinema…

di Marco Agustoni

Era nell’aria. Come dopo ogni episodio di cronaca che ricordi o abbia a che fare con un fumetto, un film o un videogioco, scatta l’ora delle accuse. E in seguito alla sparatoria di Denver alla prima de Il cavaliere oscuro – Il ritorno, era palese che qualcuno sarebbe tornato a puntare il dito contro di loro, i “cattivi maestri” responsabili della corruzione di tante giovani menti.

Ci sono già passati in tanti: il gioco di ruolo Dungeons & Dragons, il videogioco Grand Theft Auto e la serie tv Romanzo Criminale… giusto per citare pochi esempi. Ogni volta i commentatori si accaniscono sul dettaglio, lasciando magari in secondo piano le variabili familiari, psicologiche, sociali e culturali. Ora è il turno dell’uomo pipistrello, che su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali è già stato additato come fomentatore di violenza.

A favorire l’accanimento alcuni particolari - peraltro discutibili o non verificati - della strage: il killer James Holmes (e non John Holmes, come continuano a confondersi giornali e tv) indossava una maschera antigas, secondo alcuni per richiamare l’abbigliamento di Bane, il villain del film, anche se la somiglianza è piuttosto opinabile; il ragazzo all’interno del cinema avrebbe gridato “Io sono il Joker!”, anche se questa affermazione non ha ancora trovato riscontro.

E ora, passata la paura, scatta la paranoia: e se fosse vero che i film violenti rendono aggressivi? Per mettere le mani avanti, in alcuni cinema americani hanno bandito i costumi da supereroi. Non si sa mai che, preso dall’ebbrezza della mantellina di Batman, qualcuno possa perdere la testa. Il migliore commento a questa notizia arriva su Twitter da Everett True: “Costumi da Batman vietati negli USA. Armi e munizioni no. Perché (tutti assieme adesso) le armi non uccidono le persone. I costumi da Batman sì”.

Tra le nuove misure di sicurezza proposte, spicca inoltre la possibilità di controllare zaini e borse all’ingresso dei cinema, un po’ sullo stile del controllo bagagli all’aeroporto. La parola d’ordine, insomma, sarebbe “controllo”, mentre per l’appunto a nessuno passa per la testa, tantomeno ai candidati presidenti in piena campagna elettorale, di rivedere le norme di accesso alle armi da fuoco.

Nel frattempo, in Germania il ministro della famiglia Kristina Schroder starebbe pensando a rendere più stringenti i limiti di accesso dei bambini ai film, introducendo una nuova categoria di rating che escluderebbe del tutto i minori di 12 anni, anche se accompagnati da genitori. E un po’ ovunque il dibattito riguardo ai film da vietare si è riacceso, non si sa ancora bene con quali conseguenze.

Intanto, al di là di tutte le polemiche (o secondo alcuni anche grazie alla "pubblicità" derivata dai fatti di Denver), l'ultimo episodio della trilogia di Batman firmata Christopher Nolan sta facendo il pieno al box office. Il film ha incassato162 milioni di dollari, nel primo weekend nelle sale americane, affermandosi  come  affermandosi come il terzo esordio della storia del cinema dopo The AvengersHarry Potter e i doni della morte - parte seconda