Danny Boyle, regista olimpico

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Il regista inglese Danny Boyle (foto Getty Images)

Sarà il premio Oscar a dirigere la cerimonia d'apertura di Londra 2012. Una grande sfida per il regista inglese, uno dei più grandi autori del cinema mondiale. Diretta venerdì 27 luglio su Sky Olimpiadi 1 HD e Sky Uno a partire dalle 22.00

di Massimo Vallorani

Dovrà essere all'altezza della sua fama di vincitore dell'Oscar, il regista Danny Boyle per riuscire a vincere la sfida che lo attende nei prossimi giorni. Sì, perché dirigere la cerimonia di apertura dei prossimi XXX Giochi Olimpici di Londra deve essere un'impresa davvero titanica e impegnativa. Soprattutto per due motivi: innanzitutto perché la sua regia dovrà essere la celebrazione del genio britannico nel mondo, poi perché, in un ideale collegamento con la precedente olimpiade cinese, dovrà misurarsi con il cinese Zhang Ymou ("Lanterne rosse"; "La foresta dei pugnali volanti") che ha detta di tutti diresse 4 anni fa la miglior cerimonia di apertura delle Olimpiadi mai prodotta.

Una sfida, quindi, a tutto campo che porterà il nome di "Isles of wonder". Un 'isola delle meraviglie ispirata alla Tempesta di Shakespeare, con la voce di Kennet Branagh a scandirne i passi, con ballerini vestiti da Sgt Pepper, animali da cortile e una pioggia di fuochi d'artificio accompagnati da Satisfaction dei Rolling Stones, Pretty Vacant dei Sex Pistols, Relax di Frankie Goes to Hollywood, Valerie della Winehouse e un'esibizione di Sir Paul McCartney in chiusura di cerimonia. Tra i protagonisti della serata anche Daniel Craig nei panni di 007 in missione per sua Maestà. Craig, che ha appena finito di girare Skyfall, il ventireesimo film di James Bond dovrebbe calarsi sullo Stadio Olimpico di Stratford da un elicottero.

Insomma un grandioso spettacolo degno della fame del regista inglese che vede nel suo lungo curriculum cinematografico film del calibro di Trainspotting del 1996.

Una pellicola dura e senza troppi peli sulla lingua, dal ritmo incalzante anche grazie ad una colonna sonora splendida e alla magistrale interpretazione di Ewan McGregor.

Altro film di grande importanza per Boyle ma di medio successo commerciale sarà The Beach del 2000 con Leonardo Di Caprio.

Di tutt'altro genere il film di Boyle 28 giorni dopo del 2003, una sorta di moderno horror olocaustico dove trovano spazio anche tematiche esistenzialiste e riflessioni antropologiche. Boyle rimane nella fantascienza con Sunshine del 2007, scritto da Alex Garland. omaggio ai mostri sacri della fantascienza, tra cui "2001: Odissea nello spazio", "Solaris" e "Alien".

Nel 2008 Boyle fa centro ancora con un film di grande successo di pubblico, The Millionaire, ambientato in India: un film astuto, smaliziato per come usa ingredienti di sicura presa, ma niente affatto banale: racconta il sogno che diventa realtà per un ragazzo dei bassifondi di Mumbai che riesce a partecipare a un quiz milionario. Con questo omaggio a Bollywood Boyle ha collezionato ben otto premi oscar, tra i quali quelli al miglior film e alla migliore regia.



Nel 2010 Boyle gira 127 ore, film che si basa sulla storia vera di Aron Ralston, un alpinista statunitense che nell'aprile del 2003 rimase intrappolato sulle montagne dello Utah, costretto ad amputarsi un braccio per potersi liberare. Il film, scritto a quattro mani da Boyle e Simon Beaufoy, ha ricevuto 6 nomination ai premi Oscar 2011.

Subito dopo la chiusura dei giochi, Boyle comincerà le riprese di Trance che racconterà di un colpo andato male, e avrà un tono simile a quello dei primi lavori del regista, tra “Piccoli omicidi tra amici” e “Trainspotting”.