Fatti e rifatti

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I due Dredd a confronto: Sylvester Stallone contro Karl Urban

Non si arresta la tendenza hollywoodiana al remake. Che in un periodo di forte crisi d'idee sembra essere l’unica garanzia di successo. In arrivo una sfilza di rifacimenti di cult degli anni 80 e 90, vecchi classici e film finora considerati intoccabili

di Valeria Morini

La strada del remake è un’abitudine con cui il cinema americano fa i conti fin dalle origini. La tendenza sembra però essersi intensificata negli ultimi tempi: i prossimi mesi vedranno una vera e propria esplosione di rifacimenti di film che hanno fatto la storia del cinema negli ultimi decenni. Sembra che ormai nessuna pellicola, nemmeno quella più di culto, sia intoccabile: in tempi di crisi creativa, la parola d’ordine di Hollywood è rifare, rifare, rifare.

Il mitico Atto di forza, caposaldo della fantascienza anni 80 con Arnold Schwarzenegger e Sharon Stone, viene così rifatto da Len Wiseman, con Colin Farrell, Kate Beckinsale e Jessica Biel ( Total Recall- Atto di forza, nelle sale italiane dal 28 settembre 2012). Con buona pace del regista Paul Verhoeven, del quale anche il non meno amato Robocop rivivrà nuovamente sul grande schermo, per la regia di Jose Padilha e con l’ancora sconosciuto Joel Kinnaman a rimpiazzare Peter Weller nel ruolo dell’infallibile poliziotto cibernetico.

Affezionati alle buone vecchie tamarrate americane anni 90 come il futuristico Dredd - La legge sono io? Spiacenti per voi, nemmeno Sylvester Stallone è insostituibile ed eccovi servito il remake (manco a dirlo, in 3D) con il biondo e muscoloso Karl Urban.
L’horror si conferma il genere più riciclabile e, dopo il rifacimento di La cosa, cult di Carpenter dell’82, sono in lavorazione ben tre pellicole che hanno fatto la storia del genere: The Evil Dead, alias La casa (con sceneggiatura dello stesso Sam Raimi e della mitica Diablo Cody), Carrie, tratto da Stephen King e già tra i migliori lavori di Brian De Palma, e – udite udite - Suspiria del nostro Dario Argento.

Nemmeno gli anni d’oro restano immuni: un classico come Gambit originerà un remake nel quale Cameron Diaz e Colin Firth vestiranno i panni che furono di Shirley MacClaine e Michael Caine, mentre Clint Eastwood potrebbe dirigere È nata una stella. Si mormora infine che Walter Hill (mitico regista di I guerrieri della notte e dato per disperso ormai da tempo) dirigerà una nuova versione di Che fine ha fatto Baby Jane?, immortale film con Bette Davis e Joan Crawford.

E se ormai da tempo Hollywood è solita buttare l’occhio su quello che si combina oltreconfine (il recente Contraband rifà un film svedese, mentre Spike Lee sta lavorando alla versione americana di Old Boy), la letteratura continua ad essere una fonte inesauribile. Keira Knightley sarà Anna Karenina sulle orme di Greta Garbo e Vivien Leigh e Leonardo Di Caprio donerà talento e ciuffo biondo a Il grande Gatsby, come già fecero Alan Ladd e Robert Redford. Si mormora addirittura di un Dottor Jekyll e Mister Hyde diretto da Guillermo Del Toro e di un Bonnie & Clyde per la regia di Neil Burger (una brutta notizia per gli affezionati al capolavoro originale con Warren Beatty e Faye Dunaway).

Non solo remake: Hollywood sforna ormai in continuazione sequel, prequel, reboot, midquel... e chi più ne ha più ne metta. Due progetti, in particolare, stanno facendo rabbrividire il pubblico più nostalgico: se gira ormai da mesi la voce del sequel di Blade Runner, è recentissimo il rumor di un prequel di Shining. Kubrick si starà già probabilmente rivoltando nella tomba, ma, possiamo scommetterci, la curiosità basterà da sola a trascinarci in sala.