Festival di Roma: un protagonista di nome Stallone

Sky Cine news ha intercettato il grande Sly in occasione della presentazione del suo nuovo film "Bullet to the head", presentato in anteprima mondiale e fuori concorso al concorso capitolino

A 66 anni Sylvester Stallone non ha nessuna intenzione di andare in pensione e ha ragione, a giudicare dall'accoglienza entusiastica della stampa di "Bullet to the head", l'action di Walter Hill del quale è protagonista, presentato in anteprima mondiale fuori concorso al Festival di Roma. "Io come Rambo, non sono uno che va in pensione - ha detto -. Non siamo tipi che si ritirano, io lavorerei anche gratis e lui combatterebbe a prescindere".

Reduce dal successo mondiale de "I Mercenari 2" (si lavora al terzo film), anche in "Bullet to the head", tratto dalla graphic novel Du plomb dans la tete di Matz (Alexis Nolent) e adattato dallo sceneggiatore italiano nominato all'Oscar 2010, per The Messenger, Alessandro Camon, Stallone propone un mix di azione e ironia. Il suo personaggio è Jimmy Bobo, killer a New Orleans, che stringe un'inattesa alleanza con il detective Kwon (Sung Kang) per indagare sugli omicidi ordinati da un ambizioso uomo d'affari, dei rispettivi partner.

Tra un possente nemico ex legionario (Jason Momoa), tappeti di morti, inseguimenti e combattimenti anche all'ascia, non manca l'umorismo alimentato dal confronto poliziotto-criminale. Con Bullet to the head, "ho trovato un antieroe - spiega Stallone - che è la perfetta via di mezzo fra Rocky, che con il suo ottimismo supera mille ostacoli, e Rambo, che pur essendo un uomo cupo, mantiene i suoi ideali". E aggiunge che mentre la storia di Rocky è chiusa, "per Rambo c'è un'idea su cui sto lavorando, e mi sembra abbastanza buona. Vedremo se si potrà realizzare, o chissà magari lo vedremo combattere con l'artrite.