E tutti i wolf of Wall Street finiscono in...Gloria

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Umberto Tozzi

La canzone di Umberto Tozzi è nella colonna sonora del film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio. Abbiamo intervistato l'artista torinese che ci ha confessato che, nonostante non ne sapesse nulla, è orgoglioso di esserci

di Fabrizio Basso

Umberto Tozzi si ritrova alla Notte degli Oscar quasi senza saperlo. Perché in “The wolf of Wall Street”, il film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, forte di cinque nomination, ospita, in una delle sue sequenze più tragicomiche, l’epocale “Gloria” di Umberto Tozzi, canzone del 1979, tra le più esportate di sempre. L’artista torinese vive da anni a Monaco, fuori dall’Italia ma non così lontano per rientrare se gli viene la nostalgia. Ed è proprio nel Principato che lo raggiungiamo.

Tozzi bella sorpresa, vero?
Eccome. Una grande riconoscimento. Molto più gratificante della versione di “Gloria” in Flashdance, che non era affidata alla mia voce.
Quando lo ha saputo?
Devo sgridare il mio amico Martin Scorsese: non mi ha detto nulla.
Davvero siete amici?
No, scherzo. Ma è vero che nessuno mi ha mai avvisato né sono stato contattato dalla produzione.
Si può?
Hanno fatto tutto tramite le edizioni, che sono Sugar. L’autore non deve essere avvisato a meno che il brano non subisca stravolgimenti.
Gloria è una delle canzoni più rifatte: ne ha una preferita?
Certo, quella della London Simphony Orchestra: sentirla nel loro disco è stata una emozione forte.
Visto il film?
Non ancora, ma so che la mia canzone è in una scena ambientata a Portofino, sul mega-yacht di DiCaprio: me la hanno descritta alcuni amici. E la precedo: non ho visto neanche “La grande bellezza”: vado poco al cinema, sono pigro ma poi recupero tutto con i dvd.
Le piacerebbe andare alla Notte degli Oscar?
A questo punto si. Ma non sono in nomination. Certo che, se in un prossimo futuro, Scorsese o DiCaprio capitassero a Cannes e mi invitassero a cena mi farebbe piacere.
La intrigherebbe realizzare una colonna sonora?
E’ uno dei sogni della mia vita. Ma non è mai arrivata una proposta e le dico che non ho neanche preferenze sul regista.
E’ così difficile?
Non conosco l’ambiente. So che viaggia su circuiti propri. Ne ho parlato con Leonardo Pieraccioni, che è un amico, e mi ha spiegato che per le musiche originali usa il suo musicista.
Lei ha anche un precedente con Quentin Tarantino.
In "Hostel", film del quale Tarantino è produttore, viene proposta “Treti Galaxie”, una canzone interpretata dal ceco Michal David che è una reinterpretazione della mia “Stella stai”.
Farebbe volentieri l’attore?
Quello proprio non mi attira. Troppi tempi morti.
Che intende?
Per fare un video di quattro minuti ci vuole una giornata, figurarsi una scena per un film: si staranno ore fermi in attesa. Io arrivo all’ultimo anche per i concerti, non mi piace attendere in camerino.
A proposito di concerti: è in tour…
Sì, dopo cinque anni torno nei teatri italiani con “Yesterday, Today”, canto tutti i miei più grandi successi. La gente vuole sentire le canzoni che conosce se no si distrae.
E lei non si annoia dopo tanto tempo?
No perché ogni sera è diversa: il pubblico canta, urla, personalizza ogni momento. Ed è qui la magia.