Parigi, città d’amour all’ombra della Tour

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Un frame parigino tratto dal fim “Amore oggi”, in onda il 10 e il 14 febbraio su Sky Cinema 1

È la meta degli innamorati per antonomasia, la patria del romanticismo, la cornice ideale della passione. Anche in “Amore oggi ”, in onda il 10 e il 14 febbraio su Sky Cinema, fa da sfondo alle frecce di Cupido. Ecco una guida per week end passionali

di Camilla Sernagiotto

Paris, je t'aime.
Tutti almeno una volta nella vita l’hanno pronunciato.
Ma la capitale francese non è solamente una città di cui innamorarsi: può essere a pieno diritto considerata la patria dell’amore.
Non c’è coppia di amanti che non vi abbia fatto una capatina, non esistono sposini che abbiano rinunciato a una seconda luna di miele all’ombra della Tour Eiffel e il motivo è semplice: Parigi trasuda passione.
Ogni angolo della capitale sembra una cartolina spedita da Lovelandia, ogni boccone delle sue bellezze architettoniche fa gola ai lovehaolic, ogni morso vero e proprio delle sue prelibatezze culinarie è da annoverare tra i cibi afrodisiaci.
Anche nell’inno all’amour che va sotto il titolo di Amore oggi, in onda lunedì 10 e venerdì 14 febbraio su Sky Cinema 1 HD, Parigi è la tappa d’obbligo per la coppia di neo-amanti più bella che ci sia (guardare il film per credere!)
Aspettando la visione della pellicola a cuoricini più tenera, divertente e appassionante degli ultimi tempi, ecco una guida per godersi il week-end di San Valentino all’insegna di passione, fromage e Dom Pérignon.
Molto meglio della trinità Sex, Drugs & Rock ‘n’ Roll!

Scegli l’itinerario che più si addice alla vostra coppia.

Per innamorati ad arte
Se siete amanti degli Impressionisti, non ti resta che impressionarla tu per primo! Le mete da non perdere sono:
- il Louvre: non potrete dire di essere stati a Parigi senza aver instagrammato una foto della Gioconda con davanti milioni di nuche di Giapponesi armati di Reflex
-il Museo D'Orsay: sorge nella vecchia stazione d'Orsay lungo la Senna e ospita capolavori di Manet, Monet, Van Gogh, Gauguin e chi più ne ha più ne metta.

Per amanti dell’orrido
Se il macabro vi affascina più dei macarons, non perdetevi i meravigliosi cimiteri e le orripilanti catacombe:
- Cimiteri: fate una visita al Père-Lachaise e portate una rosa sulla tomba di Jim Morrison, andate ad omaggiare poi François Truffaut al camposanto di Montmartre e infine Charles Baudelaire a quello di Montparnasse.
- Catacombe: come saltare un tour da American Horror Story nel sottosuolo parigino? Dopo i primi quarantamila teschi, non ci farete più caso e vi sembrerà una passeggiata romantica.

Maledetta Parigi!
Se siete amanti della Scapigliatura e dell’estetica dei cosiddetti artisti bohémien, il vostro itinerario dev’essere il seguente:
- Montmartre: girate questo meraviglioso quartiere in lungo e in largo. E sappiate che se ogni metro quadro potesse parlare ne avrebbe da raccontare! Picasso, Van Gogh e Modigliani qui ne hanno fatte di tutti i colori (dentro e fuor di metafora).
- Quartiere Latino: qui Charles Baudelaire amava passeggiare e sorseggiare assenzio nei café. Imitatelo, magari tralasciando l’assenzio oramai illegale…

Architettate il vostro amore
Una coppia di architetti non potrà lasciarsi sfuggire due esemplari che hanno fatto scuola:
- la Tour Eiffel: mentre le coppie “normali” ci salgono per ammirare il panorama romantico, voi vi fermerete piuttosto a contemplare i 18.038 pezzi di metallo
- Cattedrale di Notre-Dame: l’esempio plateale dello stile gotico vi manderà in sollucchero

W le scorpacciate d’amore!
Quello che v’interessa è solo la dolcezza, intesa come vero e proprio zucchero parigino da ingurgitare a iosa? Allora non perdete tempo a visitare il Louvre o a salire sulla celebre Torre, ma dirigetevi piuttosto verso mecche caloriche che fanno di Parigi la città più sdolcinata che ci sia:
- Ladurée: fate incetta di variopinti macarons, i dolcetti per cui ha perso la testa (battuta infelice) Maria Antonietta sfornati dalla mente geniale del pasticcere ottocentesco Louis-Ernest Ladurée
- Stohrer: in Rue Montorgueil, da oltre un secolo serve su un piatto d’argento (davvero, non è tanto per dire) i migliori babà au rhum e pain d’épices.