Discorsi da Oscar: la top 10 dei più memorabili

Inserire immagine
Martin Scorsese, Meryl Streep, Halle Berry e Jennifer Lawrence - foto Getty Images

Ironico e leggero l'intervento di Meryl Streep dopo aver ricevuto la statuetta, imbarazzato ma dolce quello di Jennifer Lawrence. E che dire di un incredulo Martin Scorsese, che chiede: Potete ricontrollare la busta? Leggi tutti i discorsi più belli

di Paola Tribisonna

La Notte degli Oscar 2014, che Sky Cinema Oscar HD trasmetterà in diretta e in esclusiva domenica 2 marzo, è sempre più vicina. Il countdown è già partito e i bookmakers si scatenano. Chi stringerà tra le dita l'ambita statuetta? E chi tornerà a casa a bocca asciutta? Non resta che mettersi comodi sul divano e restare incollati allo schermo.

Sì, perché oltre al toto-nomi, la diretta con la notte più sognata dai cinefili assicura momenti di forte emozione grazie ai discorsi pronunciati da attori, attrici e registi.
In questo articolo vi proponiamo una classifica con alcuni dei discorsi più memorabili di sempre, quelli che sono riusciti a strappare un sorriso o a far scendere la lacrimuccia, quelli che si sono distinti per ironia, leggerezza e quelli che hanno colpito per la potenza del messaggio, talmente forte da aver abbattuto barriere e pregiudizi.
Ecco la nostra personale top ten:

10 - Gli italiani non possono certo togliersi dalla mente il discorso del nostro folletto Roberto Benigni, così gioioso e con quel suo accento così famigliare, mentre grida, rivolto alla Loren, che l'ha nominato Miglior Attore Protagonista: Grazie Sophia! Lascio qui l'Oscar ma voglio te!
Correva l'anno 1999 e il film La vita è bella ha raccolto ovunque riconoscimenti e attestati di stima, forte di una trama commovente, ma rivisitata in una chiave alternativa, grazie all'innata comicità del grande mattatore toscano.

9 - Passiamo ora ad Ang Lee, il regista taiwanese, vincitore nel 2013 per Vita di Pi, che ha dapprima ringraziato il dio del cinema, poi l'attore Suraj Sharma, definito un miracolo, infine tanta riconoscenza, stima e un vago senso di spiritualità per Taiwan, il suo Paese. Il saluto indiano Namasté è stato accolto da un lunghissimo applauso. Chapeau per lui!

8 - C'è poi chi l'Oscar ha dovuto letteralmente sudarselo, come il grande Martin Scorsese, che nel 2007, al momento di stringere tra le mani la statuetta anelata da una vita, chiede: Potete ricontrollare la busta?
Naturalmente il film in questione è lo straordinario The Departed, che annovera nel cast l'amico e attore Leonardo DiCaprio, oltre a Mark Wahlberg, Alec Baldwin e Martin Sheen.

7 - Nella classifica dei discorsi più belli di sempre non poteva mancare quello pronunciato da Tom Hanks, vincitore nel 1995 del Premio Oscar per la sua commovente interpretazione in Forrest Gump. Ecco quello che ha dichiarato: La donna con cui condivido la vita mi insegna e mi dimostra ogni giorno cos'è l'amore. E l'inquadratura si sposta dal volto dell'attore a quello dell'emozionatissima Rita Wilson, moglie e compagna di una vita.

6 - Ci sono anche quelli che a ritirare i premi sono abituati, anzi abituatissimi e non fanno nulla per nasconderlo. Memorabile è la frase pronunciata da Meryl Streep, fresca di nomina nel 2012 come Migliore Attrice Protagonista per The Iron Lady. Al momento di ritirare il premio, la Streep ha affermato candidamente: Quando avete chiamato il mio nome ho sentito mezza America dire oh no, perchè? Perché lei di nuovo?...Ma chissenefrega!
L'intervento si chiude con un applauso sentito da tutta la platea presente in sala.

5 - Apre la top five, una straordinaria Shirley MacLaine, vincitrice nel 1984 del premio come Migliore Attrice Protagonista per Voglia di tenerezza. Ecco quello che ha dichiarato: Ho sognato di lavorare con la comicità di Jack Nicholson fin dalla sua scena del panino in Cinque pezzi facili...e averlo nel letto è stata una grande gioia di mezza età. L'inquadratura si sposta su un divertito Nicholson che dedica all'attrice un bacio.

4 - Discorso inusuale e, proprio per questo, meritevole di essere inserito nella classifica, quello di Ben Affleck, premiato nel 2013 per Argo. Può sembrare un discorso poco adatto a una serata di festa, ma a mio avviso ricordare che Hollywood non è solo felicità, e può anche far male, non guasta [...]. Non riuscivo a trovare lavoro [...]. Non importa come sei caduto, l'importante è rialzarsi. Standing ovation per lui.

3 - E come dimenticare la voce rotta dai singhiozzi e i respiri per riprendere fiato di Halle Berry, prima donna di colore a ricevere una statuetta?
Ecco un estratto del suo discorso: Questo lo dedico alle donne che mi sono state vicine e alle donne di colore senza nome e senza volto che ora hanno una possibilità, perché da stasera le porte sono aperte.
Era l'anno 2002 e con Monster's Ball la straordinaria attrice nata a Cleveland ha incantato proprio tutti.

2 - Arriviamo ora ai piani alti della classifica e, a questo punto, è impossibile non citare la ragazza che in pochissimo tempo e alla tenera età di 22 anni è riuscita a catalizzare su di sè l'attenzione della stampa di mezzo mondo: stiamo parlando naturalmente di Jennifer Lawrence, premiata nel 2013 come Migliore Attrice Protagonista per Il lato positivo. L'incredibile caduta nel salire le scale per ricevere il premio l'ha resa ancora più simpatica e spontanea. E che dire del suo discorso dolce e imbarazzato? Eccolo: Mi state facendo una standing ovation perché state male per me, perché sono caduta e questo è davvero imbarazzante. Adorabile. Medaglia d'argento per lei.

1 - Ci siamo! Rullo di tamburi...and the winner is...un'autentica leggenda del cinema: Sidney Poitier, che nel 2002 ha ricevuto l'Oscar alla carriera. Vi riportiamo un estratto del suo discorso che gli vale la medaglia d'oro nella nostra personale classifica: Sono arrivato ad Hollywood all'età di 22 anni, in un'epoca molto diversa da oggi. Un tempo in cui le probabilità che io potessi essere qui, stasera, cinquantatré anni dopo, non sarebbero state a mio favore. Allora non era stata tracciata alcuna via per dove io sperassi di andare. Nessun percorso visibile che potessi seguire. Nessuna consuetudine a cui accordarmi. Eppure sono qui stasera al termine di un viaggio che, nel 1949, sarebbe stato considerato praticamente impossibile.
La sua è una storia irta di ostacoli, pregiudizi, asperità, ma, nonostante tutto, Poitier è arrivato laddove nessuno avrebbe immaginato.
La motivazione per il conferimento dell'Oscar alla carriera sintetizza bene una vita costellata di successi di un uomo che non ha mai smesso di vestire i panni dell' outsider ad Hollywood, come lui stesso ama definirsi.
Un riconoscimento per le sue prestazioni straordinarie, per una presenza unica sullo schermo e per aver rappresentato nel mondo intero l’industria cinematografica con dignità, stile e intelligenza.
Nient'altro da aggiungere.