Oscar 2014, intervista a Toni Servillo e Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino e Toni Servillo raggianti al Dolby Theatre di Los Angeles

La grande bellezza si è aggiudicata la statuetta di Miglior Film Straniero e il cielo sopra Los Angeles si è tinto di azzurro, illuminato dai sorrisi di Toni Servillo e Paolo Sorrentino. Un'emozione indescrivibile che raccontano ai microfoni di Sky Cinema

Jep Gambardella ha trionfato.
E con lui tutti i protagonisti che hanno reso celebre una pellicola, che è stata capace di conquistare la prestigiosa giuria d'Oltreoceano degli Academy Awards.
Merito di un racconto autentico, grottesco e a tratti dissacrante di una Roma degradata, con i suoi ricchi vuoti e annoiati, i balli sfrenati a base di musica dance, drink e coca.

Ai microfoni di Sky Cinema, Toni Servillo ha ripercorso i momenti precedenti l'annuncio dell'Oscar come Miglior Film Straniero e quelli immediatamente successivi. Ecco cosa ha dichiarato: Uno arriva lì augurandosi di vincere, vive la trepidazione di non esserne certo, ritiene che anche gli altri concorrenti abbiano ragione a pensarla come lui e poi quando finalmente dicono il tuo nome c'è un momento misto di gioia, liberazione, tensione, intima soddisfazione, condivisione con gli amici con cui si è fatto il film.

La stessa domanda è stata poi girata al regista Paolo Sorrentino: Il Golden Globe è stato emozionante, qui invece c'è stata maggiore difficoltà, c'è una forma quasi di sdoppiamento, per cui sembra che stai vedendo qualcosa che appartiene a qualcun altro.
Un riconoscimento prestigioso per un film che ha unito gli italiani in un plauso comune: E' bello che si riscopra un senso patriottico, conclude il regista.