Ciao Manlio, nichilista dal grande cuore

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Franco Battiato con Manlio Sgalambro

E' morto il filosofo Sgalambro. Avrebbe compiuto 90 anni a dicembre. Influenzato da pensatori quali Nietzsche e Cioran, è stato uno degli istigatori più fidati di Franco Battiato. Una collaborazione fatta di attriti e passione ma irripetibile

di Fabrizio Basso

E' stato più un nome che una presenza. Ma nel contempo è stato una grande presenza. Manlio Sgalambro ora si confronterà con un qualcosa di superiore. Se c'è un Dio da oggi avrà vita più grama. Intellettualmente il filosofo di Lentini è una figura ingombrante. E dire che non si è mai laureato in filosofia, anzi in più di una occasione ha precisato che non ce ne era bisogno perché la coltivava naturalmente.

La matematica è il tribunale del mondo. Dai numeri derivano ordine e disciplina, da lì viene l'incanalamento. E non funziona così per questo ometto che nel 1993 conosce Franco Battiato e avvia una collaborazione straordinaria, anche se a tratti si interrompeva per eccessi di orgoglio. La loro prima collaborazione è del 1995 con L'ombrello e la macchina da cucire. Si va avanti fino ad Apriti sesamo del 2012. Sgalambro è coinvolto in toto nell'attività cinematografica di Battiato che va da Perduto amor a Musikanten fino a Niente è come sembra. Con lui ha co-firmato, tra le altre, La cura, Tra sesso e castità e Inneres Auge. Ci lascia tutti un po' più soli nonostante fosse un misantropo. Perché non bisogna essere presenzialisti per esserci. Basta il pensiero.

Mentre lo immaginiamo a discettare in un mondo altro, ci viene da ricordarlo con una sua massima. E' stata Giorgia Todrani, sempre sensibile, a pescarla nel mondo sgalambriano. E recita così: "Fate una cosa quando siete spaventati. Cantate. Il canto è esistenza". E ora che ognuno canti una sua canzone. Lui la ascolterà.

Manlio Sgalabro racconta la sua Sicilia