Nicolai Lilin maestro di "Educazione siberiana"

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Nicolai Lilin (foto di Paolo Prendin)

Una storia che ci accompagna in un mondo sconosciuto, spesso, per i russi stessi. L'appuntamento è su Sky Cinema 1 lunedì 17 alle ore 21.10 . Nell'attesa ecco l'intervista allo scrittore dal cui libro è stato tratto il film

di Fabrizio Basso

L' Educazione siberiana è un viaggio in un mondo oscuro. Perfino per gli stessi russi. Figurarsi per chi gli Urali li ha conosciuti solo sugli atlanti cosa può avere significato. L'appuntamento con l'omonimo film, tratto dal libro di Nicolai Lilin, è su Sky Cinema 1 lunedì 17 alle ore 21.10. Per entrare in quel clima rigido e violento, ma solidificato da fratellanza e rispetto, abbiamo intervistato Lilin.

Nicolai Lilin Educazione siberiana è un libro e un film di culto.
Pare sia così.
Ci ha portato in un modo oscuro per gli occidentali.
Credo anche per molti russi. Non è una questione di nazionalità ma di appartenenza.
Educazione siberiana resta una immersione straniante.
Racconto con metodi letterari i miei punti di vista e i miei ricordi di un'epoca e una terra. La differenza la fa la narrazione.
Quando ha capito che il libro sarebbe diventato film?
Due mesi prima che arrivasse nelle librerie, le bozze rilegate sono state spedite in giro per testare il terreno: si è subito capito che il cinema era la sua evoluzione naturale.
Insomma un colpo di fulmine.
Sono arrivate parecchie proposte. La mia scrittura ha una forza cinematografica.
Avrà un seguito?
Ci sono varie ipotesi per altri film.
Ha collaborato alla sceneggiatura?
Eravamo in tanti. Certo con Gabriele Salvatores abbiamo forse fornito il contributo più netto. Poi la descrizione di certi atteggiamenti, i dialoghi sono roba mia.
Conosceva già Salvatores?
Era noto in Russia per i viaggi presenti nei suoi film. Per altro nei tempi della Russia comunista solo i film italiani superavano la censura. Io lui lo ho conosciuto ai tempi di Mediterraneo.
Quindi aver saputo che il regista sarebbe stato lui la ha galvanizzata?
Quando mi hanno fatto il suo nome ho detto: andiamo avanti.
John Malkovich nel ruolo di nonno Kuzja la ha convinta?
Eccome. Certo abbiamo valutato vari nomi. Gli attori non sono mai frutto di una scelta univoca ma io sono soddisfatto. John mi è subito piaciuto.
Visto il finale un sequel ci starebbe.
Ma non ci sarà. E' una storia siberiana che può essere svilita da una seconda parte.
Ora che sta facendo?
Ad aprile uscirà il nuovo libro.
Titolo?
Top secret.
Trama?
Due persone che si confrontano sulla religione. Un musulmano e un cristiano che con l'amicizia sopperiscono alle diverse culture. Il tutto sullo sfondo del Caucaso o di guerre che oggi si finge di non vedere, tipo Cecenia e Daghestan.
Vacanze mai?
Vengo da un paese povero e non so cosa significhi vacanza.
Non riposa mai?
Passo qualche giornata con gli amici o la famiglia in posti belli, ma non mi vedrete mai su una sdraio ad abbronzarmi o a giocare a beach volley.