Fabrizio Gifuni: finalmente un ruolo comico

In questa intervista l’attore romano, protagonista della commedia “Noi 4” del regista Francesco Bruni ci spiega la diversità del suo personaggio completamente diverso da quelli intrepretati nella sua lunga carriera

Come risparmiare dieci anni di psicoanalisi e vivere felici? Un quesito difficile da risolvere a meno che non ti chiami Fabrizio Gifuni e riesci a passare con estrema disinvoltura dal personaggio freddo e spietato di Giovanni del Capitale Umano di Poalo Virzì a quello leggero e un filo irresponsabile di Ettore protagonista del film "Noi 4" di Francesco Bruni (dal 20 marzo nei cinema).

Un passaggio quasi liberatorio per l’attore romano che ringrazia vivamente il regista Francesco Bruni per aver scommesso sulle sue doti comiche. In "Noi 4", infatti, interpreta un padre di famiglia, separato, affetto in modo irreversibile dalla sindrome di Peter Pan. E’ incapace di crescere, refrattario a ogni responsabilità e ciò non gli consente di vivere a pieno l’affetto sincero che prova per le persone della sua famiglia. Non si capisce mai quanto sia immaturo o quanto gli piaccia crogiolarsi nel ruolo di eterno ragazzo. Una sfida professionale avvincente per chi aveva dovuto affrontare spesso personaggi cinici, gretti, freddi. Ora, finalmente una parte leggera che ci regala un Gifuni divertente e diverso.