Il futuro è roba da ricchi

Jodie Foster in Elysium

In Elysium, film di Neill Blomkamp in prima tv lunedì 31 marzo su Sky Cinema 1 HD , i ricchi vivono in una stazione spaziale e i poveri sono segregati sulla Terra. Ma il divario estremo tra classi sociali è da sempre un pallino della fantascienza.

I ricchi vivono in un mondo da sogno, sospesi in una stazione spaziale dotata di ogni comfort. I poveri si ritrovano sulla Terra sovrappopolata, sempre più simile a un inferno. È quello che accade nel 2154 di Elysium, film del regista sudafricano Neill Blomkamp con Matt Damon, in prima visione tv lunedì 31 marzo alle 21.10 su Sky Cinema 1 HD. Ma non si tratta dell’unica visione del futuro in cui il divario tra classi sociali è giunto all’estremo.

Già in Battle Angel Alita di Yukito Kishiro, manga pubblicato in italia nella seconda metà degli anni ’90 e su cui ha messo le mani “mister Avatar” James Cameron, il futuro ci offriva un panorama simile. Pochi privilegiati vivono nella metropoli aerea di Salem, al di sotto della quale si ritrova la Città Discarica in cui lo scienziato Daisuke Ido ritrova la testa di Alita all’inizio della narrazione.

George Romero, i cui zombie movie hanno sempre offerto delle metafore piuttosto esplicite della società, giunge più o meno alle stesse conclusioni ne La terra dei morti viventi, del 2005. Nel film gli zombie hanno invaso la Terra. Dei pochi umani sopravvissuti, i ricchi formano un’elite barricata in una fortezza, mentre i poveri sono costretti a vivere per le strade, protetti da una muraglia. Ma il vero terzo mondo è costituito dagli stessi morti viventi, che in un certo senso appaiono meno malvagi degli uomini al potere: mentre i primi agiscono spinti dalla fame e dalla necessità, i secondi sono mossi da puro egoismo.

In un altro film ancora più recente di Elysium, ovvero Snowpiercer, la Terra è completamente ghiacciata e gli umani rimasti vivono a bordo di un treno in perenne movimento. Solo che il mezzo è diviso per classi: i ricchi stanno nelle lussuose carrozze di testa, mentre i poveri sono confinati in quelle di coda. E gli esempi in questo senso sarebbero molti altri.

Insomma, a dare retta alla fantascienza, il futuro è un posto dove nessuno vorrebbe abitare. A meno di non avere il portafogli gonfio, è ovvio. Ma quando c'è una grande disparità, si sa, la situazione non è destinata a durare a lungo. Perché prima o poi qualcuno si alza in piedi e - per altruismo, ambizione o necessità -  si dà da fare per cambiare le cose. Non ci credete? Allora l'appuntamento è per lunedì 31 marzo con Elysium.