Cinque buoni motivi per guardare "Miele"

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Un'immagine tratta da "Miele", in onda in prima tv il 19 maggio alle 21.00 su Sky Cinema Cult - BIM Distribuzione

Debutto alla regia per Valeria Golino , che confeziona una pellicola incentrata su un tema complesso, che divide le coscienze: l'eutanasia. Scopri cinque valide ragioni per le quali vale la pena vedere questo film il 19 maggio alle 21.00 su Sky Cinema Cult

Ad alcuni colpisce la parte più livida, ad altri quella luminosità che in qualche modo possiede la storia, ha dichiarato Valeria Golino, attrice partenopea al debutto dietro la macchina da presa.
Una trama complessa, stratificata, incentrata sulla "dolce morte", con protagonista Irene-Miele, una trentenne che di professione sostiene i malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia.
Il film, presentato al Festival di Cannes 2013 nella sezione Un Certain Regard, si avvale delle interpretazioni di un'intensa Jasmine Trinca, affiancata da Carlo Cecchi, Libero De Rienzo, Vinicio Marchioni, Iaia Forte e Valeria Bilello.
Scopri nell'elenco sottostante cinque valide ragioni per non perdersi questo film, che Sky Cinema Cult trasmetterà il 19 maggio alle 21.00:

1) Uno sguardo non giudicante su un tema scomodo: Dopo Amour di Michael Haneke e Bella Addormentata di Marco Bellocchio, anche Valeria Golino "osa" trattare una tematica coraggiosa e ostica, come quella dell'eutanasia. E lo fa senza scadere nell'ideologismo o nella presa di posizione, religiosa e/o di convenienza politica.

2) Jasmine Trinca, la perla del cinema italiano: Un ruolo da protagonista di "peso" per l'incantevole attrice romana, titolare di una prova intensa, da manuale. E' lei, infatti, che riempie ogni respiro, ogni sguardo di Miele. L'attrice è in pieno splendore artistico, solida e capace di reggere tutto un film sulle sue spalle. E' l'età della maturità...s'è svegliata la Trinca, scherza lei. Voto 10 per la sua interpretazione!

3) Il maestro Carlo Cecchi: A travolgere l'esistenza di Irene-Miele, "l'angelo della morte", arriva un ingegnere cinico e riservato, che ha bisogno dell'aiuto di lei per morire. Una richiesta nata non da una malattia degenerativa, ma da un malessere esistenziale. A prestargli il volto uno dei talenti più cristallini del teatro made in Italy, Carlo Cecchi, che dà al suo personaggio charme, audacia, distacco, sagacia. Da applausi la sua prova!

4) Il coraggio di un esordio: Una carriera costellata di successi - nazionali e internazionali - non sono bastati alla Golino per alleviare quella trepidazione tipica delle prime volte. Dopo il corto Armandino e il Madre, era un'esigenza realizzare un film da regista, ha dichiarato l'attrice. Una storia intensa e scottante, che la Golino si è presa l'incarico di raccontare, con l'auspicio di risvegliare le coscienze. Non temo reazioni politiche o della stampa sull'eutanasia, temo anzi che non ce ne siano. Ben venga se Miele servisse a parlarne, ha affermato. Chapeau per il suo coraggio!

5) Colonna sonora e immagini: Le inquadrature sono molto ricercate, tra sapienti giochi di specchi, vetri, corridoi, l'uso del labiale, degli sguardi e dei gesti. Le musiche sono molto coinvolgenti e rappresentano il sottofondo ideale per le scene del film. Infatti si passa dalla superba Io sono il vento di Marino Marini alla chanson francese Les Sabots D'Helene di Georges Brassens, per terminare con i ritmi elettro-pop di Found out eseguita da Caribou.

Lunedì 19 maggio alle 21.00 su Sky Cinema Cult va in onda l'opera prima di Valeria Golino, Miele.