5 buoni motivi per guardare "No - I giorni dell'arcobaleno"

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Un'immagine tratta dalla locandina di "No - I giorni dell'arcobaleno", in onda in prima tv il 21 maggio alle 21.00 su Sky Cinema Cult

Pablo Larraìn restituisce una fotografia nitida sulla ribellione di un Paese, il Cile. Un film impegnato, nomination agli Oscar nel 2013, che Sky Cinema Cult trasmetterà il 21 maggio alle 21.00. Scopri perché la sua visione è assolutamente imperdibile!

Nel 1988, il Cile viene chiamato a votare per un particolare e decisivo referendum voluto da Augusto Pinochet per riconfermarsi nuovamente capo dello Stato. Un pubblicitario, René Saavedra viene ingaggiato per ideare una campagna pubblicitaria per il NO. Costui è deciso a sconfiggere la campagna di Pinochet semplicemente mandando un messaggio di speranza per un futuro migliore. Una campagna talmente originale da funzionare sul serio e accendere una nuova luce sulla rinascita del Paese.
No - I giorni dell'arcobaleno andrà in onda il 21 maggio alle 21.00 su Sky Cinema Cult, scopri cinque valide ragioni per le quali è vietato perdersi il film!

1) Uno sguardo intimo e profondo sul "proprio" Paese: Pablo Larraìn è un regista cileno che scava a fondo nel cuore del vissuto del suo Cile, portando alla luce volti, sensazioni, paure, speranze. Un racconto intenso, profondo nato dal bisogno di descrivere il proprio Paese, la propria terra con impegno, passione, dedizione.

2) L'ultimo atto di una trilogia: Dopo Tony Manero e Post Mortem, si conclude la trilogia dedicata al passato buio e terribile della sua nazione, ma questa volta c'è una grande novità: non si tratta più di un film grottesco, algido e terrificante. Se Post Mortem era l'estremizzazione radicale di Tony Manero, No - I giorni dell'arcobaleno è la negazione dei suoi capitoli precedenti. Il perché è presto spiegato: se la storia del primo capitolo era ambientata in piena dittatura, e il secondo ne narrava le origini, il terzo atto racconta la sua fine.

3) Un'interpretazione magistrale: Gael Garcia Bernal, che nel film veste i panni dell'estroso pubblicitario René Saavedra, offre un'interpretazione intensa, che buca letteralmente lo schermo, trasportando lo spettatore in un vortice di sensazioni impetuose. Se Bernal regala forti emozioni, il resto del cast non è da meno. Una prova corale che coinvolge, appassiona e, soprattutto, comunica un forte messaggio.

4) Il colpo di genio: L'idea davvero geniale di Pablo Larraìn consiste nell'aver girato il film in 4/3 con l'U-matic, proprio come si faceva con la tv degli anni '80. Le immagini di fiction, quasi triplicate nei colori, si fondono così perfettamente a quelle degli spot televisivi dell'epoca. Una sperimentale e magistrale lezione di regia cinematografica che Larraìn regala al pubblico di cinefili (e non solo).

5) Riconoscimenti: Last but not least, la pellicola di Larraìn ha ricevuto una nomination agli Oscar 2013 come Miglior Film Straniero e, l'anno precedente, ha vinto l'Art Cinema Award nell'ambito della Quinzaine des Réalisateurs.

Una prima tv assolutamente imperdibile, da segnarsi in agenda. Quando? Il 21 maggio alle 21.00 su Sky Cinema Cult, all'interno del ciclo Cannes Cannes.