Maps to the Stars: "l'inferno è solo un mondo senza droghe"

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Un'immagine tratta da "Maps to the Stars", il film di David Cronenberg in concorso al Festival di Cannes 2014 - Adler Entertainment

Applausi per la pellicola di David Cronenberg, che è stata vista dalla stampa specializzata il 18 maggio, durante il Festival di Cannes, dove il film corre per la Palma d'Oro. Un dramma familiare tra ossessioni e vizi, nelle sale italiane dal 21 maggio

Il film di David Cronenberg, in concorso alla 67.ma edizione del Festival di Cannes, ha raccolto il plauso della stampa specializzata, che ha potuto assistere alla proiezione domenica 18 maggio.
Un film duro, quello del regista di Toronto, che racconta una Hollywood in preda ad una smodata voglia di fiction che invade tutta la vita. Personaggi incapaci di gestire se stessi senza le droghe, la voglia di apparire, ossessionati dal passato come dal futuro.
Il plot è incentrato sulla famiglia Weiss, che ha fatto della fissazione per la celebrità il proprio marchio distintivo.
Il tredicenne Benjie (Evan Bird) è una star della tv ed è finito recentemente in riabilitazione per droga, mentre l'estraniata Agatha (Mia Wasikowska) è appena uscita da un ospedale psichiatrico quando stringe amicizia con l'autista di limousine Jerome ( Robert Pattinson), anch'egli aspirante attore. Il padre Sanford (John Cusack) è un famoso guru e tra i suoi clienti ha Havana Segrand ( Julianne Moore), un'attrice il cui sogno di interpretare il ruolo della madre morta in un nuovo film si sbriciola lentamente, mentre fantasmi, vizi, perversioni prendono il sopravvento.

Il film, come si deduce, ha un impianto corale ed è fortemente intessuto da temi ancorati nel presente, dall'uso dei social network fino alla dipendenza (fisica e psichica) da sostanze stupefacenti.
Frase cult della pellicola che uscirà in Italia il 21 maggio è: L'inferno è solo un mondo senza droghe. Il resto è polvere.