Mirca Viola: "Vi racconto il mondo del cybersesso"

Inserire immagine
Una foto di Mirca Viola - foto di Giulia Vulcano

Seconda prova dietro la macchina da presa per la splendida modella, attrice e regista. Il suo film, Cam Girl, esce nelle sale il 22 maggio e descrive una generazione defraudata , in cui il denaro facile ingolosisce ragazze molto giovani. Leggi l'intervista

di Paola Tribisonna

Uno spaccato della società attuale, con le contraddizioni del presente e le perplessità sul futuro, rivivono con forza dirompente nel film di Mirca Viola, Cam Girl, in uscita il 22 maggio nelle sale. Lolite 2.0 pronte a tutto pur di svendersi, allettate dal denaro facile e dalle promesse di una vita migliore sono le protagoniste della pellicola prodotta da Angelika Film Production.
Un mondo che riaffiora in controluce, con i suoi spigoli difficili da decifrare, le sue asperità, le sue perversioni, analizzato con uno sguardo non giudicante , lucido, tagliente, come la realtà che descrive.

Cam Girl
non è una pellicola moralista. Non versa lacrime per queste spogliarelliste virtuali, e nemmeno punta il dito contro i loro clienti, uomini che pagano per una prostituzione fasulla, in cui il sesso non lo si fa, ma lo si guarda e lo si racconta.
Un giro di affari, prima ancora di un fenomeno sociale, che si attesta su cifre da capogiro - da uno a due miliardi di euro annui  - e che coinvolge ragazze sempre più giovani, sempre più wild e bramose di offrirsi via webcam a perfetti sconosciuti.

Un mondo infimo, quello raccontato da Mirca Viola e interpretato da Antonia Liskova, Ilaria Capponi, Alessia Piovan e Sveva Alviti, in cui basta poco per perdere le redini le gioco, per alienarsi dalla realtà e per sprofondare in un incubo dal quale è difficile riemergere.
Ce lo racconta Mirca Viola, in questa intervista per Sky Cinema.

Mirca, da cosa nasce l'esigenza di raccontare il mondo del sesso cibernetico?
Lo spunto narrativo è nato dalla lettura di un'inchiesta legata al mondo della disoccupazione giovanile e alle "alternative" scelte da molte ragazze per evitare di soccombere a un mondo cieco ai loro bisogni. Una generazione defraudata, in cui la bramosia di denaro ha sostituito i valori tradizionali.

Com'è avvenuta la selezione del materiale e la ricerca delle informazioni?

Abbiamo scoperto l'estrema facilità con la quale è possibile iscriversi a siti dedicati al cybersesso. Basta essere maggiorenni e registrarsi, molto più difficile è creare quei domini, tuttavia in molti Paesi europei ed extraeuropei è una pratica legale.

Nel film, il corpo è protagonista, ma c'è in gioco anche la dignità delle ragazze. Per molte di loro il web diventa un alibi per alienarsi dalla realtà.
Assolutamente vero, infatti il mondo online crea una rete di protezione, perché conferisce l'anonimato e le ragazze si sentono più disinibite sapendo di essere "nascoste" da un nickname, da un'identità fittizia.

In Cam Girl viene scandagliata la fragilità delle donne partendo dalla bellezza.
Lei ha dichiarato di aver vissuto con conflitto il fatto di essere pagata per la sua avvenenza.
Sì, ho dovuto faticare maggiormente per dimostrare che al di là dell'aspetto ho un carattere, una personalità, una forza interiore, che è l'anima motrice delle mie azioni. Credo che per una donna sia una conquista liberarsi dai cliché cui è relegata.

E ci è riuscita. Si è divisa tra ruoli molto diversi, dalla moda al cinema e alla tv, come attrice e ora regista.
Sì, ho molte sfaccettature e mi piace muovermi in ambiti che sento a me congeniali, anche se ora il grande amore è la regia.

Significa che ha accantonato la recitazione?
Significa che se arrivasse un bel progetto nel quale credo sarei pronta a vagliarlo ed eventualmente ad accettare, ma il grande sogno è il terzo film da regista.

A proposito, era il 2011 quando ha debuttato dietro la macchina da presa. La seconda volta com'è andata?
Ha un sapore più amaro per la tematica trattata, ma è anche il frutto di uno sguardo più maturo e consapevole.

Come ha scelto il cast?
Ho scelto Antonia Liskova perché è un'attrice che stimo e sapevo che sarebbe stata perfetta per interpretare 'il motore trainante' della storia. Le altre attrici sono alle prime esperienze e mi è piaciuto il fatto che fossero 'vergini' rispetto alle tecniche recitative. Questo ha fatto sì che fossero incredibilmente naturali.

C'è un regista col quale le piacerebbe collaborare?
In Italia amo molto Paolo Virzì e Daniele Lucchetti. All'estero direi sicuramente Pedro Almodòvar.