L'erba del vicino? Da evitare come la gramigna

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Jennifer Lawrence alle prese con il vicinato nel film “Hates – House at the End of the Street”, in onda su Sky Cinema 1 mercoledì 9 luglio

Aspettando di conoscere gli inquietanti vicini di Sarah ed Elissa in “Hates – House at the End of the Street ”, in onda su Sky Cinema 1 mercoledì 9 luglio, ecco una guida per scoprire se anche il tuo vicino è da evitare come la peste

di Camilla Sernagiotto

Conosciamo davvero chi ci abita accanto?
Ecco la domanda che attanaglia tanti neo-inquilini di condomini pieni zeppi di potenziali psicopatici.
Ma anche chi abita da otto generazioni nel quartiere residenziale che sembra lo Yachting Club delle persone perbene può dire di conoscere davvero chi vive al di là della staccionata?
Giammai.
Fidarsi è bene, non fidarsi è assolutamente meglio, soprattutto se si tratta di vicinato.

Aspettando di conoscere gli inquietanti vicini di Sarah ed Elissa, le protagoniste del thriller mozzafiato (e mozzatesta) “ Hates – House at the End of the Street”, in onda su Sky Cinema 1 mercoledì 9 luglio, ecco una rapida guida per riconoscere alcuni dei sintomi più plateali che rivelano la presenza di una pandemia letale di vicini psicotici.
Seguendo passo dopo passo questo vademecum, non ci sarà più Norman Bates che tenga.
Perché, come cantavano i Punkreas, “il vicino è il mio nemico, non lo posso sopportare, in un modo o nell’altro io lo devo eliminare” (con eliminare, in questo caso s’intende dalla lista dei sospettati di strage di quartiere).

1 – La mattina ha il vicino in bocca
La cartina di tornasole del livello di pazzia del “buon” vicinato si ha all’alba, o comunque di primissima mattina, quando la gente non vorrebbe farsi vedere nemmeno dal proprio riflesso dello specchio. Se quando aprite la porta per buttare la spazzatura, pregando tutti i Santi di non incrociare anima viva (più che altro per non tramortirla con miasmi mattutini che non potrebbero essere eliminati nemmeno da gargarismi allo Chanteclair), il vostro dirimpettaio è già in piedi, vestito di tutto punto con giacca e cravatta e armato di… un sorriso a 32 denti, state all’occhio. Se poi la suddetta mattina cade di domenica, allora la psicopatia del Signor Rossi è a dir poco certa. Era meglio abitare di fianco a Dexter Morgan, insomma.

2- Pulizie del pianerottolo: eterno dilemma
Chi le ha fatte questa settimana? I Canevari del secondo piano? La Signora Albertina? Se è certo che il postino suona sempre due volte, è altrettanto assiomatico che le pulizie condominiali non vengano bissate nello stesso anno solare. Le si fanno una volta sola, stando bene attenti a farsi notare dall’intero palazzo (tipo scegliendo come momento propizio la mezzanotte del 31 dicembre o la finale dei Mondiali). Se invece qualche vicino dovesse sembrarvi stranamente solerte nel ramazzare e passare il mocio, siate pronti a fare i bagagli: vuol dire che quello lì ha così tanti scheletri nell’armadio che un po’ di sangue ha incominciato a refluire nelle parti comuni…

3- Posti auto: un buon motivo per ammazzarsi
In cortile c’è una Pearl Harbour di clacson e gestacci dovuta alla consueta battaglia serale per accaparrarsi il miglior posto auto? Bene, significa che tutto è perfettamente nella norma.
Dovesse mai capitare, al contrario, di notare calma piatta all’orizzonte e vicini che cortesemente si cedono l’un l’altro parcheggi, garage e posti auto, siete messi male. Malissimissimo.

4 – C’è posta per te. Ah, no: era per me
Il vecchio postino è appena andato in pensione e il suo sostituto non ha ancora capito a chi va l’Internazionale, a chi Playboy e a chi, invece, Rakam e Mani di fata?
Se lo scambio posta è accompagnato da sbuffi, parolacce, diti medi e imprecazioni varie, tutto ok. Qualora il tal vicino dovesse venire a battere cassa (anzi: cassetta. Della posta) con il sorriso sulle labbra, serafico e imperturbabile, fareste meglio a levare le tende.

5 – Pump up the Valium
Un posterrisage organizzato a casa vostra per mostrare agli amici i poster cinematografici e musicali appesi a destra e a manca non può certo non essere accompagnato da un DJ set degno del Sonar di Barcellona. L’unica controindicazione è: che i poster appena incorniciati e appesi vengano giù dalle vibrazioni causate dal DJ e/o dalle manate date alla porta dalla vicina di casa, furiosa perché non riesce a capire una parola della puntata della Soap Opera del cuore.
Nel caso non dovesse presentarsi questo quadretto tutt’altro che idilliaco, preoccupatevi assai. Non vi resta che mettere i Punkreas a tutto volume, ingurgitare un calmante e cambiare quartiere.

6 – La riunione condominiale: che la festa abbia inizio!
La data della tanto attesa quanto temuta riunione di condominio si avvicina. La coppia attempata del terzo piano affila i coltelli, il pensionato della mansarda 1 si allena con il sacco da boxe, le studentesse del primo piano fanno incetta di spray al peperoncino, mentre l’amministratore condominiale si procura un giubbotto antiproiettile.
Se questo è lo scenario apocalittico che fa da cornice alle riunioni condominiali del vostro palazzo, non dovete aver paura: siete in un normalissimo stabile brulicante di altrettanti normalissimi italiani medi pronti a mostrarvi il dito medio per l’intera durata dell’assemblea.
Se invece le vostre riunioni finiscono ai proverbiali tarallucci & vino, c’è sicuramente qualcosa che non va.
Insomma: o l’assemblea recita fedelmente il copione del seguente videoclip (fate attenzione al cameo di Caparezza) oppure preparatevi a vedere l’erba del vicino più rossa.
Sangue.