L'erba del vicino è sempre più inquietante

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Jennifer Lawrence in un particolare della locandina del film "Hates - House at the End of the Street", in onda mercoledì 9 luglio su Sky Cinema 1

Dai vicini del film “Hates – House at the End of the Street ”, in onda mercoledì 9 luglio su Sky Cinema 1, agli inquietanti Signori Castevet di “Rosemary’s Baby ”, preparatevi a dire addio al sintagma “buon vicinato”

di Camilla Sernagiotto

Parenti si nasce. Vicini si diventa.
Nonostante anche i primi siano da molti giudicati velenosi come serpenti, pure le lingue biforcutissime dei dirimpettai si difendono bene.
Ma finché si tratta di pettegolezzi da pianerottolo e angherie da ringhiera, tutto è nella norma (condominiale). Il problema emerge se la cattiveria non è detta a parole, ma fatta (a pezzi).
Il più temibile dei mostri che a Nessie di Lochness, per dire, fa un baffo è stato più volte protagonista del grande schermo. Stiamo parlando di lui: il vicinato.

Dagli inquietanti vicini che metteranno eufemisticamente sul “chi va là” Sarah ed Elissa, le protagoniste di Hates – House at the End of the Street in onda mercoledì 9 luglio su Sky Cinema 1, al quartiere di Wisteria Lane, che per tutte e otto le stagioni della serie televisiva Desperate Housewives s’è visto passare una parata di affittuari pazzi psicopatici, il vicino di casa è il potenziale serial killer perfetto.

Ad interpretarne uno con i fiocchi è Michael Keaton in Uno sconosciuto alla porta, dove veste i panni di Carter Hayes, un pazzoide che riesce a convincere i Goodman a farsi dare un appartamentino nel loro stabile. I poveri proprietari si lasciano ingannare dalle buone maniere iniziali dell’affittuario, ma ben presto si rendono conto dell’errore madornale accidentalmente commesso.

Un vicino psicotico che tuttavia ricopre il ruolo salvifico di un deus ex machina è invece Charlie Meadows, l’agente assicurativo interpretato da John Goodman in Barton Fink. Vicino di stanza dell’omonimo protagonista, rivelandosi un pericolosissimo serial killer sbloccherà finalmente Barton da quel blocco dello scrittore in cui era incappato, ispirandogli così il soggetto della sua prossima pièce.



A proposito di vicini psycho, come non citare Norman Bates di Psyco? Nonostante sia il proprietario del motel in cui finirà la protagonista Marion, Bates abita nella casa di fianco all’albergo, dunque è un vicino fatto e finito.
Uno di quelli che nessuno si augurerebbe mai di dover salutare la mattina, ritirando il giornale nel vialetto…



Temibili tanto quanto il disturbatissimo Norman Bates ci sono Minnie e Ronald Castevet del film Rosemary’s Baby, due vecchietti a modo che irretiranno i Woodhouse, la giovane coppia appena sposata che si trasferisce in un elegante appartamento della palazzina Dakota, stabile d’extralusso davanti a Central Park a New York davanti al quale, tanto per rimanere in ambito d’inquietudini, venne assassinato uno dei suoi inquilini più illustri: John Lennon.



E che dire di Lars Thoewald, il dirimpettaio di Jeffries aka James Stewart nel capolavoro firmato ancora una volta Alfred Hitchcock, La finestra sul cortile?
D’accordo che i panni sporchi si lavano in casa, ma i panni insanguinati con i quali il cadavere della moglie di Lars Thoewald è stata avvolta dallo stesso Lars Thoewald andrebbero portati come minimo al lavasecco di C.S.I.



A proposito di camice da criminologo di C.S.I., c’è un'altra divisa che da sempre esercita un fascino indiscreto sul gentil sesso: quella dei Marines.
Eppure è bene diffidare da un colonnello appena andato in pensione, lo sa bene il povero Lester Burnham, protagonista di American Beauty: l’ex Marine Frank Fitts si rivelerà un vicino pericoloso tanto quanto Norman Bates.