Il mistero dell'uomo dinosauro

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Un modello di immaginario "dinosauroide" realizzato sulla base delle congetture del paleontologo Dale A. Russel

Dal 10 al 20 luglio Sky Cinema Max Monsters Attack ci porterà alla scoperta dei rettili più spaventosi. Nell'attesa vi riproponiamo la teoria di Dale A. Russel sulla possibile evoluzione di un dinosauro che sarebbe potuto diventare un bipede intelligente

I dinosauri sono stati padroni del nostro pianeta per 150 milioni di anni. Poi, 65 milioni di anni fa, in seguito all'impatto sulla Terra di un gigantesco meteorite scomparvero improvvisamente lasciando la terra in mano ai mammiferi che fino ad allora erano vissuti all'ombra dei grandi rettili. Così, secondo gli scienziati, andarono le cose.
Ma cosa sarebbe successo se i dinosauri fossero sopravvissuti?

A questa domanda nel 1982 cercò di dare una risposta plausibile il paleontologo canadese Dale A. Russel. Basandosi, infatti, sui resti e sulle testimonianze dell'esistenza di un dinosauro ominide, il Troodon, ipotizzò che questo animale sarebbe potuto diventare un bipede eretto senza coda di circa 45 Kg, con un cranio capace di contenere un cervello di grandi dimensioni, con gli occhi posti frontalmente che avrebbero permesso una visione binoculare e con dita prensili in gradi di manipolare oggetti.

In che modo Russel arrivò a ipotizzare una simile creatura?

Diversi esperti del settore hanno notato nel corso dell'evoluzione prima della loro scomparsa, alcuni tipi di dinosauri avevano aumentato la loro capacità cranica, ovvero ad avere un cervello più grande rispetto al loro peso corporeo Uno di questi era lo Stenonychosaurus inequalis, una specie che lo stesso Russel aveva scoperto nel 1968 scavando nello stato di Alberta, in Canada. Esaminando le ossa ritrovate, Russel stabilì che si trattava di un dinosauro carnivoro e bipede, ma con in più una capacità cranica più grande di quanto avrebbe dovuto avere considerando il peso stimato. Elaborando questi dati, Russel arrivò alla conclusione che l'animale aveva un "quoziente di encefalizzazione" (cioè un indice di intelligenza relativa), pari allo 0,3; un valore che paragonato al 7,5 tipico della specie umana appare molto basso, ma comunque sufficiente a far etichettare lo Stenonychosaurus come il più intelligente tra i dinosauri e comunque dotato quanto i più intelligenti tra i piccoli mammiferi arcaici suoi contemporanei e nostri lontani progenitori.

Ma le ipotesi di Russel andarono ben oltre: per lo studioso, questo dinosauro, aveva capacità cognitive necessarie per la fabbricazione di strumenti semplici (da cui le dita del dinosauroide) ed un suo linguaggio attraverso cui poteva scambiare esperienze con i suoi simili.

Tuttavia per la maggior parte degli studiosi di paleontologia al dinosauroide ipotizzato da Russel non ci sono giustificazioni evolutive per una sua somiglianza all’uomo, e, d'altra parte, non è detto che, per concepire un animale intelligente, gli si debba dare una fattezza (morfologia) umana!