Faletti, ciao Signor Tenente

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Giorgio Faletti

L'attore, il cantante, lo scrittore, il cabarettista, l'istrione...non finirebbero mai le definizioni per questo campione di versatilità. Si è laureato in giurisprudenza per difendere i nostri sogni. E per fortuna i sogni non hanno mai fine

di Fabrizio Basso

Questa volta ci ha fregato a tutti. Lui che sapeva nascondere gli assassini fino alla penultima pagina, lui che ha cantato la rabbia per le stragi di Capaci e via D'Amelio arrivando secondo a Sanremo nel 1994, lui che la notte prima degli esami ce la ha fatta rivivere, se ne è andato questa mattina. Giorgio Faletti ha chiuso la penna nel cassetto, ha spento lo stereo e la macchina da presa. Minchia signor Faletti che scherzo che ci hai tirato. Sapevamo che la salute, dopo quell'infernale fine 2002 quando ci aveva provato a farti lo sgambetto con un ictus, non era più quella dei tempi di Vito Catozzo e della ubertose ragazze del Drive-In di Antonio Ricci...ma da qui ad andartene ce ne passa. E in mezzo ci sono i tempi del Derby, con Abatantuono. E l' Emilio con Zuzzurro e Gaspare dove facevi Franco Tamburini, stilista di Abbiategrasso e sbeffeggiavi un mondo di apparenze che stava per invaderci. Poi sono arrivati Fantastico, con la Raffa, quando il varietà era un orgoglio nazionale. E lo sai che ancora adesso, che sono passati vent'anni, quando, a febbraio, si va all'Ariston per il Festival, nell'aria riecheggia ancora il tuo signor Tenente? E con tutto questo te ne vai?

E poi hai capito che la tua natura è esuberante. E cosa hai fatto? Hai iniziato a scrivere sul serio, a vincere premi. E a fare film in maniera continuativa. Ti ricordi quando hai fatto l'impresario italiano a Bucarest in cerca di talenti in Elvjs e Merilijn di Armando Manni? Poi sono arrivate le notti prima degli esami: il tuo professor Martinelli ci ha fatto un po' arrabbiare, soprattutto alla fine quando hai fatto a Luca Molinari-Nicolas Vaporidis la domanda trabocchetto. Per due volte hai portato la Notte prima degli esami a casa nostra: sarà forse per questo che hai scelto di salutarci proprio quando in tante case le luci sono accese la notte perché è davvero la notte che precede gli esami? Poi sono arrivati Cemento armato e quel monumento che è Baarìa di Giuseppe Tornatore: lì ti chiamavi Corteccia...tutti sapevano, sanno che c'hai la pelle dura. E che sei un duro lo si è capito dai tuo thrilleroni. All'inizio quelle tante pagine un po' spaventano, ma poi è come un tuffo in un bicchiere di orzata...ti ferma solo il fondo. Ma in quale angolo della tua mente hai trovato il Jean-Loup Verdier di Io uccido? E il Matt Corey di Io sono Dio, con quel volto deturpato da una guerra che in realtà è il dramma di un popolo? E lo scambio delle targhette? E le identità mistificate? Che pagine divorate nella notte, con foga, con ansia...senza pensare che il giorno dopo la vita ci avrebbe presentato un esame. C'era un killer (di carta) da incastrare, il tempo per il sonno sarebbe arrivato un'altra volta.

Ti ricordi quando hai scritto Porco mondo che c'ho sotto i piedi? Era un libro comico, racchiudeva le tue radici nel cabaret. Ora tienilo bene a mente quel titolo perché sotto i piedi c'hai noi. Dunque cammina delicatamente...lassù. Ciao Giorgio.