Ribellione e arte, c'è "Qualcosa nell'aria"

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Un momento di "Qualcosa nell'aria" (foto di Thomas Baqueni)

Una generazione divisa tra centri sociali e la voglia di costruirsi un futuro. Assayas racconta di un passato ancora ingombrante in questo presente. L'appuntamento con Gilles, il protagonista, è su Sky Cinema Cult domenica 6 luglio alle ore 21

I primi anni Settanta sono stati tormentati (quasi) ovunque, almeno nel vecchio continente. E qui ne riviviamo uno spicchio: l'appuntamento è su Sky Cinema Cult domenica 6 luglio alle ore 21. Qualcosa nell'aria racconta di Gilles, un liceale che, come molti suoi coetanei, si trova sballottato tra l'impegno politico e la voglia di realizzarsi nella vita e nell'arte. Laure, il suo amore, lo lascia per una strada più estrema. Lui cerca la serenità smarrita lasciando la Francia e sconfinando in Italia. Ma non è solo questione di cuore infranti: lui, la sua nuova fiamma Christine e alcuni amici devono fuggire dalla polizia che li cerca per l'aggressione a un vigilante.

Si iscrive all'Accademia di Belle Arti e si avvicina al cinema. La logica lo vorrebbe in un ambito documentaristico e di denuncia e invece lui pare un po' ripercorrere le orme del regista di Qualcosa nell'aria, Olivier Assayas: una materia storica e biografica che evoca mitologie famigliari con chiari riferimenti autobiografici. Assayas è straordinario nel ricostruire la melanconia di un'epoca e nel ritrarre una generazione preoccupata per il suo futuro. Racconta un ieri che incombe ancora su di noi.