Matt Bomer: sarò Montgomery Clift (forse!)

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Matt Bome sul red carpet del Giffoni 2014 - foto GettyImages

Giffoni ospita il protagonista di White Collar e The Normal Heart : ama Mastroianni, vorrebbe portare sul grande schermo l’epopea di Montgomery Clift, è genitore di tre figli, ma soprattutto sceglie ciò che gli piace

di Fabrizio Basso (Inviato a Giffoni)


Ha uno di quei sorrisi che ti ammaliano. Una eleganza innata, anche infilato in un sacco di iuta starebbe bene Matt Bomer, protagonista di White Collar e The Normal Heart. Giffoni lo ha osannato come una star. E noi lo abbiamo intervistato.

Mister Bomer, ha una eleganza che ricorda Mastroianni.
Grazie. Sono un suo fan, non posso dimenticare la prima volta che ho visto “La dolce vita”.
Come lo ricorda?
Bellissimo per la sua eleganza. Mi sono ispirato a lui nel garbo, nell’immagine.
Viene dal Texas.
Lì sono cresciuto, anche se sembro magrino so difendermi.
Opinione su Giffoni?
Incredulità.
In che senso?
Sono pieno di gratitudine per questo invito, non sapevo di essere così popolare, sono commosso e felice di essere qui. Se l'avessi saputo, prima sarei venuto da ragazzino a fare il giurato.
Lei si divide tra cinema e televisione.
Sono due generi che si stanno sempre più mischiando: prima lavorare in tv non era qualificante, ora si punta a entrambi. Penso a Matthew McConaughey che ha appena vinto un Oscar ed è stato il protagonista della prima stagione True Detective.
La formula?
Vincono buone storie e buoni copioni. E poi voglio comunque puntare su progetti che mi appassionano.
Quasi tutti gli attori che arrivano a certa popolarità decidono di arrivare a produrre: può valere anche per lei?
Certo, punto a essere parte attiva e non aspettare una telefonata che magari non arriva. Ho già collaborato con le produzione e ho partecipato alla scrittura negli ultimi due anni e voglio continuare così.
Le piace "Be Different" come tema?
Molto. Oscar Wilde diceva "sii te stesso perché tutti gli altri ruoli sono già stati presi". Noi possiamo rappresentare milioni di differenze e diversità, mi piace che qui sia enfatizzato questo aspetto dell’insegnamento E’ importante essere unici e rafforzati nell’unicità.
Sta lavorando a un film su Montgomery Clift: è vero?
Il film si farà se verranno accettati i miei criteri, voglio che venga fuori la sua figura e che emerga la sua diversità nella Hollywood di allora. Sono un suo fan e ho guardato tutto, per me si può iniziare domani ma solo se ho le giuste garanzie.
La mentalità è cambiata a Hollywood dai tempi Clift a oggi?
Sì e no. Ci sono tanti registi che ti vedono per l’artista che sei e per come interpreti il ruolo, ma ci sono anche fattori economici da rispettare.
E’ un ragazzo fortunato?
Eccome, faccio quel che voglio e scelgo i ruoli che voglio.
Ha tre figli…
Sono genitore di tre bambini, ognuno unico, e ciò ci stimola a dare loro i mezzi per affrontare il mondo di domani, farli crescere nella maniera più strutturata possibile.
E’ vero che le hanno proposto di girare “50 sfumature di grigio”?
Onorato di essere stato preso in considerazione, ma non ho letto il libro.