Che strano chiamarsi Federico! Parola di Ettore Scola

Sky Cinema Cult tasmetterà, in prima visione, Che strano chiamarsi Federico! di Ettore Scola

Da un Maestro del cinema, il commovente omaggio a Federico Fellini, il più grande regista italiano di tutti i tempi. Su Sky Cinema Cult, in prima visione, venerdì 31 ottobre alle 21.00

"Un album che raccoglie fotografie, ritagli, fiori secchi e magari persino una mosca rimasta pizzicata in mezzo alle pagine". Così Ettore Scola ha descritto Che strano chiamarsi Federico!, il film presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 2013 e che potremmo vedere su Sky Cinema Cult, in prima visione, venerdì 31 ottobre alle 21.00.

In occasione di questa prima visione Sky Cinema Classics proporrà tre film di Ettore Scola a partire dalle 13.00: MaccheroniUna giornata particolareBrutti, sporchi e catttivi; a seguire, alle 19.05 il film I Vitelloni di Federico Fellini, per omaggiare il regista scomparso.

Che strano chiamarsi Federico, nato per celebrare il ventennale della morte (Fellini è scomparso il 31 ottobre del 1993) del grande regista riminese, non vuole essere nè il classico documentario (agiografico, storico o d'inchiesta che sia), né il “solito” film biografico più o meno romanzato, ma piuttosto una sorta di album di immagini e di memorie dello stesso Scola sul suo grande amico Federico, delle passioni comuni per il disegno e la collaborazione con il giornale satirico Marc'Aurelio, i primi lavori nel cinema, l'amicizia comune con Marcello Mastroianni, i cinque Oscar, la "casa" di Fellini, lo studio 5 di Cinecittà.

Federico Fellini arriva a Roma appena diciannovenne, e inizia la sua collaborazione con il giornale satirico Marc'Aurelio, è il 1939. Lungo gli anni Quaranta Fellini inizia a collaborare come sceneggiatore per diversi registi, e farà l'incontro con alcuni dei futuri compagni di viaggio, come Alberto Sordi e Marcello Mastroianni. Parallelamente anche il giovane Ettore Scola, di undici anni piú giovane, siamo nel 1948, entra a far parte del Marc'Aurelio. Ben presto farà la conoscenza di Fellini e tra i due nascerà una profonda amicizia. Chiude il film, una sapiente carrellata di sequenze tratte dalle opere che hanno reso celebre nel mondo il grande Federico.

Un film fatto, quindi, di ricordi, frammenti, momenti e impressioni sparse, ricostruiti e girati a Cinecittà, e alternati a materiali di repertorio d’epoca, scelti dagli archivi delle Teche Rai e dell’Istituto Luce. Il titolo è ispirato a un verso di una poesia di Federico Garcia Lorca, la voce narrante è quella di Vittorio Viviani, la fotografia di Luciano Tovoli e le musiche di Andrea Guerra.