Ciao Lilli, da oggi il cinema ha meno Carati

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Un primissimo piano di Lilli Carati

Si è spenta a 58, dopo una lunga malattia, una delle icone del cinema italiano degli ultimi trent'anni. Tra le sue interpretazioni si ricorda Avere vent'anni del 1978, diretto da Fernando Di Leo, di cui era protagonista insieme a Gloria Guida

di Fabrizio Basso

Ha attraversato, come una amazzone, gli anni Settanta e Ottanta. Ha fatto sognare, col suo sguardo, il suo corpo, le sue movenze, almeno due generazioni. Fosse nata qualche anno dopo, probabilmente, avrebbe varcato l'Atlantico per diventare una star. Lilli Carati se ne è andata. Si è spenta all’età di 58 anni, dopo una lunga malattia. Il suo vero nome era IleanaCaravati. Era nata a Varese.

Come spesso avviene, in questa epoca che un po' la ha dimenticata, la notizia arriva dalle rete. Prima qualche cinguettio, poi qualche segnalazione, poi la conferma e l'esplosione dei ricordi. Ha preso parte a decine di pellicole tra il 1975, quando esordì in Di che segno sei? di Sergio Corbucci e il 2012 quando ebbe una parte ne La fiaba di Dorian di Luigi Pastore. Tra le più celebri, e celebrate, ci sono La compagna di banco con Gianfranco D'angelo, Alvaro Vitali e Lino Banfi, Avere vent’anni, che l’ha vista in coppia con Gloria Guida, Il corpo della ragassa di Pasquale Festa Campanile, regista che è stato anche suo compagno di vita tra gli anni Settanta e Ottanta. Molti suoi film sono inseriti nel filone della Commedia Sexy ma Lilli è stata molto brava a non lasciarsi intrappolare in un genere zigzagando tra il comico e il drammatico fino al poliziottesco (celebre, nel 1976, la sua partecipazione a Squadra antifurto di Sergio Corbucci). C'è stato anche un periodo molto buio, in odore di anni Novanta, quando fu coinvolta in una vicenda di droga. Ma un graffio sulla fedina penale non cancella una carriera. E ogni volta che la vedremo in televisione basterà chiudere gli occhi e sarà come Avere vent'anni.