In solitario, storia di mare e sopravvivenza

François Cluzet è l'interprete del film "in solitario" in onda su Sky Cinema 1, in prima tv, domenica 2 novembre alle 21.10

François Cluzet interpreta un velista impegnato nella Vendée Globe, un giro nel mondo in solitaria. Dopo essere partito però, scoprirà a bordo un ospite inatteso. Su Sky Cinema, in prima visione, domenica 2 novembre alle 21.10

Mare , oceano, spazi infiniti e un sogno da realizzare a tutti i costi: partecipare al Vendée Globe, la più significativa delle competizioni in ambito nautico che prevede di fare il giro del mondo in barca a vela in solitario.

Questa è in poche parole la trama del film In solitario, commedia francese trasmessa da Sky Cinema 1, in prima visione, domenica 2 novembre alle 21.10.

Personaggio principale del film, che vede alla regia di Christophe Offenstein, è Yann Kermadec interpretato da Frank Drevil, l'attore francese, campione di incassi con Quasi amici.

La storia è presto detta. Yann Kermadec vede il proprio sogno realizzarsi quando è chiamato a sostituire l'infortunato Frank Drevil, principale skipper della squadra velica "DCNS", nella difficilissima regata Vendée Globe. Si tratta per lui, ormai più che cinquantenne, di un'occasione unica. Durante la gara, che consiste in una circumnavigazione del globo terrestre in solitaria, Yann è costretto a fare una sosta di emergenza a Capo Verde per riparare la propria imbarcazione danneggiata. Dopo essere ripartito, l'uomo scopre a bordo un viaggiatore clandestino: l'adolescente Mano Ixa, originario della Mauritania. Sebbene corra il rischio di essere squalificato, Yann decide di portare con sé il ragazzo e il viaggio si trasformerà in un'esperienza che cambierà per sempre le vite di entrambi.

Per questo suo primo film. il regista Offenstein ha scelto un attore navigato come François Cluzet che vanta sette nomination più due vittorie ai Premi César, ma che noi riconosciamo soprattutto come il milionario tetraplegico di Quasi amici. Tuttavia, per questo nuovo lavoro, l'attore francese si è dovuto immedesimare nel ruolo che interpretava e soprattutto imparare un mestiere, come quello del velista, che non conosceva affatto. Oltretutto, quasi nulla nel film è stato ricostruito ponendo Cluzet davanti ad una sfida difficile ma è stato capace di vincere alla grande.

Proiettato al Festival di Roma del 2013 nella sezione "Alice nelle città", In solitario è un lavoro equilibrato che trova il suo clou non nelle scene grandiose di mare e avventura che pur ci sono ma nell'incontro tra due differenze. Il piccolo migrante africano (Samy Seghir) e lo skipper francese sono rispettivamente simboli di immigrazione e accoglienza, di fratellanza e comprensione e soprattutto dell' inevitabile e auspicabile incontro tra civiltà diverse.