Robert De Niro e la Malavita

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Robert De Niro in Cose nostre - Malavita

In Cose nostre - Malavita Robert De Niro interpreta un mafioso pentito che si nasconde con la famiglia in un paesino della Bretagna. Ma da Il Padrino - Parte II a Quei bravi ragazzi, i ruoli da gangster del leggendario attore sono molti altri.

Quel bravo ragazzo di Robert De Niro ne ha combinata un'altra delle sue, calandosi nei panni del mafioso pentito Giovanni Manzoni in Cose nostre - Malavita, black comedy di Luc Besson in prima visione tv lunedì 3 novembre su Sky Cinema 1 HD (canale 301). D'altronde, Bob non è certo nuovo a ruoli di questo genere. Anzi. Per quanto sia un interprete versatile, capace di passare dal crime movie alla commedia senza difficoltà, bisogna dire che l'attore due volte premio Oscar ha costruito la sua popolarità soprattutto sui suoi ruoli da gangster.

Il rapporto tra Robert De Niro e la Malavita è cominciato molto presto: già nel 1971 ne La gang che non sapeva sparare il giovane attore ricopriva il ruolo dell'italiano Mario Trantino, membro di una banda che si travestiva da prete per raggirare i boss mafiosi e convincerli a elargire generose donazioni. Due anni più tardi l'attore stringe il suo rapporto con il crimine organizzato con Mean Streets di Martin Scorsese: non è però certo un pezzo grosso, anzi, il suo Johnny Boy non è che uno scapestrato che rende soltanto più difficile l'ascesa nel mondo della Mafia del suo amico Charlie (Harvey Keitel).

La vera svolta arriva nel 1974, quando Bob è chiamato da Scorsese a interpretare il giovane Vito Corleone, il boss italoamericano già interpretato nella sua vecchiaia dal grandissimo Marlon Brando, ne Il padrino - Parte II. Per De Niro è la consacrazione, oltre che l'occasione per incamerare il primo Oscar della sua carriera, come Miglior attore non protagonista, a cui seguirà nel 1980 quello da protagonista per Toro scatenato.

Da qui in poi, il volto di Robert De Niro si lega in maniera indissolubile al mondo del crimine, per quanto il nuovo exploit da gangster arrivi solo dieci anni più tardi, con C'era una volta in America di Sergio Leone, film che racconta l'ascesa e la caduta del gangster David Aaronson, noto ai suoi amici come Noodles, un altro dei personaggi più memorabili interpretati da Bob. Nel 1987, invece, si cala nei panni del gangster più noto e temuto di tutti i tempi, ovvero Al Capone, ne Gli intoccabili, film di Brian De Palma incentrato sull'unico uomo in grado di metterlo in scacco, l'agente governativo Elliot Ness.

Nel 1990 Martin Scorsese affida a Ray Liotta il ruolo di Henry Hill, un giovane che si affilia a una gang criminale in Quei bravi ragazzi. Viene affiancato a due colleghi più esperti, ovvero Tommy DeVito e Jimmy Conway: Il primo è interpretato da Joe Pesci, mentre il secondo è, per l'appunto, il buon vecchio Robert De Niro. Che cinque anni più tardi si concede addirittura una doppietta: in Casinò (ancora una volta di Scorsese!) è Sam "Asso" Rothstein, un direttore di casinò affiliato alla malavita, mentre in Heat - La sfida interpreta Neil McCauley, il capo di una banda criminale. Quest'ultimo film lo mette tra l'altro faccia a faccia con il suo storico amico e "rivale" Al Pacino, qui nei panni del tenente Vincent Hanna.

Gli anni passano, ma la carriera criminale di Robert De Niro, sebbene con ritmi meno serrati, va avanti: nel 1999 è il boss Paul Vitti, che in seguito a una serie di attacchi di panico si ritrova ad andare da uno psicanalista, in Terapia e Pallottole, film che darà vita al sequel Un boss sotto stress. E di recente Bob è tornato in grande stile nel mondo della mala con American Hustle, l'apprezzatissima pellicola di David O. Russell in cui compare nel ruolo del "padrino" Victor Tellegio.

Insomma, Robert De Niro è uno che di tipi loschi se ne intende, almeno sul set. Per cui il ruolo del mafioso pentito Giovanni Manzoni in Cose nostre - Malavita gli viene praticamente naturale: per ammirarlo di nuovo a suo agio nei panni di un (in questo caso ex) gangster, l'appuntamento è il 3 novembre su Sky Cinema!