Something Good: parola di Luca Barbareschi

Un'immagine tratta dalla locandina del film di Luca Barbareschi di "Something Good"

L'attore, regista e produttore dirige un film di respiro internazionale che affronta la tragica tematica del cibo contaminato. In onda, in prima visione, su Sky Cinema 1 giovedì 13 novembre alle 21.10

Attore, protagonista televisivo, autore e anche regista. Luca Barbareschi torna al grande schermo, dopo Ardena (1997) e Il trasformista (2002) con il film di Something Good, (giovedì 13 novembre, in prima visione, alle 21,10 su Sky Cinema 1) progetto di respiro internazionale di cui è regista e produttore.

La pellicola, liberamente ispirata al romanzo Mi fido di te di Massimo Carlotto e Francesco Abate affronta la tematica delle sofisticazioni alimentari, problema spesso che non viene evidenziato nella sua complessità e che affligge quotidianamente milioni di persone nel mondo.

Matteo Mercury (nome in codice) è un uomo senza scrupoli e profondamente legato al denaro, lavora per una multinazionale cinese (la Feng) che produce cibo avariato ed edulcorato, distribuendolo in giro per il mondo in quei paesi in via di sviluppo dove vigono pochi controlli. La distribuzione avviene in particolare in luoghi come “ istituti, prigioni e scuole” , causando la morte di migliaia di persone. Tutto ciò sembra non preoccupare affatto Matteo che, In seguito al salvataggio dal sequestro di un prezioso carico di cibo edulcorato, viene promosso responsabile “totale” della Feng, con pieni poteri decisionali in tutti i settori. Matteo non perde tempo e pone le basi per il suo prossimo obiettivo: il progetto“White Africa”, ossia la produzione di un tipo di latte in polvere edulcorato, che costi poco ma frutti molto, capace di vincere l’appalto concesso dall’OMS per sfamare il popolo africano. L’incontro con una donna cinese di nome Jiazhen, proprietaria di un piccolo ristorante dedicato al figlioletto, scomparso proprio a causa di un avvelenamento alimentare, farà riflettere Matteo, guardando al suo passato, al presente, ma soprattutto al futuro.

Girato interamente ad Hong Kong, in Cina, recitato in lingua inglese e cinese, per poi essere doppiato in patria, si conferma un film di ampio respiro anche nella scelta del cast: star Gary Lewis, noto per il film Billy Elliott e Gangs of New York, e di altri visi “noti” come Frank Crudele, fanno di questo ambizioso progetto un faro nella notte del cinema contemporaneo made in Italy.