La vera storia dei Monuments Men

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Un 'immagine tratta dal film "Monuments Man

Lunedì 22 dicembre alle 21.10 va in onda in prima tv su Sky Cinema 1 il film di George Clooney ispirato alla vera storia di un gruppo di uomini che salvarono le più importati opere d’arte dalla follia nazista e dal furore della guerra

Sono passati alla Storia con il nome di Monuments Men. 350 valorosi che, tra il 1943 e il 1951, prestarono servizio presso la Mfaa (Monuments, Fine Arts and Archives); un gruppo di persone colte ed appassionate, per lo più senza esperienza militare, poiché erano restauratori, archivisti, direttori di musei, esperti di arti figurative, archeologi, in servizio presso gli eserciti alleati durante il secondo conflitto mondiale ed inviate in Europa, divenuta campo di battaglia, con una precisa missione: recuperare i capolavori dell’arte.

E' proprio alle vicende di questi uomini e donne che si è ispirato George Clooney, regista, produttore e interprete del film Monuments Men, in onda su Sky Cinema 1, in prima visione, lunedì 22 dicembre alle 21.10

Anche se il film non ha nei suoi tratti un tono troppo drammatico oscillando tra l'ironico e lo scanzonato e rifacendosi più a vecchi film di guerra angloamericani tipo La grande fuga (1963), Quella sporca dozzina (1967), I cannoni di Navarone (1961), Il ponte sul fiume Kwai (1957), la storia, quella vera dei Monuments Man è invece un concentrato di eroismo e di alto senso del dovere nei confronti dell'arte e della cultura millenaria della vecchia Europa.

Il loro eroismo portò alla salvezza di opere d'arte di inestimabile lavoro come La ronda di notte di Rembrandt, la Dama con l’ermellino di Leonardo, La Madonna di Michelangelo, rubata dalla cattedrale di Bruges. Tutte opere che, secondo l’intento di Hitler, sarebbero state esposte nel più importante museo di Belle Arti del mondo, da erigere a Linz, dopo la vittoria finale.

Un tentativo per fortuna fallito nel nome di quello spirito di umanità che spinse milioni di uomini a combattere il nazismo nel nome della libertà e della cultura. Per i nostri Monuments Man valeva, invece, il motto: "Se distruggi la cultura di un’intera generazione di un popolo, è come se non fosse mai esistito”. E mai frase fu più veritiera.