Ci vuole un gran fisico... quello di Angela Finocchiaro

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Angela Finocchiaro con Giovanni Storti in una scena tratta da "Ci vuole un gran fisico"

Arriva su Sky Cinema 1, in prima visione, venerdì 9 gennaio alle 21.10, la commedia di Sophie Chiarello con una strepitosa Angela Finocchiaro, alle prese con la crisi di mezza età tipica della donna italiana

"Ma perché gli uomini invecchiando diventano autorevoli e noi donne babbione?". La verità è che per sopravvivere ai 50 anni Ci vuole un gran fisico. A dirlo è Angela Finocchiaro, che così ha intitolato anche la ultima commedia, scritta insieme a Valerio Bariletti, Walter Fontana e Pasquale Plastino, che si potrà vedere, in prima visione, venerdì 9 gennaio, su Sky Cinema 1 alle 21.10.

Accanto alla Finocchiaro Laura Marinoni, Giovanni Storti, Elio, Raoul Cremona, Jurij Ferrini e l'ex concorrente di 'X Factor 2012' Antonella Lo Coco al suo debutto cinematografico, con i cammei di Paolo Hendel, Aldo Baglio e Giacomo Poretti (a ricomporre il trio Aldo, Giovanni e Giacomo).

Opera prima di Sophie Chiarello, il film racconta la complicata vita delle cinquantenni italiane di oggi, divise tra casa, lavoro, l'età che avanza e la paura di invecchiare. "Io a 20 anni pensavo che dopo i 40 ci fosse il nulla - ammette la Finocchiaro - Oggi ne ho 57. Come disse Sharon Stone, tra 5 anni mi cadrà il sedere, speriamo che il cervello rimanga al suo posto".

Protagonista della storia é "l'autobiografica" Enza, ogni giorno in bilico tra le vampate di calore e la ginnastica facciale, una figlia adolescente che sogna di fare il rock (Antonella Lo Coco), un ex marito scroccone (Elio), un'arzilla mamma pensionata, un nuovo spasimante (Ferrini) e la paura di perdere il lavoro nel reparto cosmetici dei grandi magazzini dove é commessa insieme a Cinzia (Marinoni), che invece a 50 anni è bella, sexy e felice. A complicare la situazione arriva poi un bizzarro Angelo della menopausa (Storti) alla Frank Capra. "E' lo 'shock da soglia' - spiega la Finocchiaro - Una volta il tabù era il lifting, ora è la vecchiaia. Le cinquantenni di oggi sono migliori di qualche decennio fa, ma per merito loro, non per un cambiamento culturale. Sono cresciute, hanno la rivoluzione sessuale alle spalle e nessuna intenzione di essere messe da parte. Il futuro è tutto da reinventare, doloroso, ma affascinante".