Il capitale umano, l'Italia secondo Virzì

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Il capitale umano

Martedì 20 gennaio alle 21.10 va in onda su Sky Cinema +24 Il capitale umano . Dal noir di Paolo Virzì ambientato nella provincia brianzola emerge un ritratto spietato della situazione economica e morale di tutto il Paese.

Il capitale umano, noir di Paolo Virzì in onda in prima visione tv lunedì 19 gennaio alle 21.10 su Sky Cinema 1 HD, è ambientato nella provincia brianzola, dove le aspirazioni di un pavido immobiliarista in cerca dell'affare della vita si incrociano con gli oscuri traffici di un finanziere senza scrupoli. Stritolate nel mezzo, le loro famiglie all'apparenza solide, ma in realtà alla deriva esistenziale. Un ritratto impietoso. Ma un ritratto impietoso non tanto, come ha ritenuto qualcuno, della sola Brianza. Perché nel film che ha fatto incetta di David di Donatello e di Nastri d'argento si vede riflessa l'Italia intera, filtrata attraverso l'occhio della macchina da presa di Virzì.

Ma cosa tratteggia, questo ritratto poco lusinghiero offerto da Il capitale umano? Innanzitutto una frattura. Che coinvolge ceto e possibilità economiche, ma in realtà è ben più profonda: la divisione tra chi può aspirare a grandi cose, e chi invece non può. I primi, pochissimi, sono aiutati non tanto dal genio o dalla dedizione, quanto piuttosto dalle connessioni e dalla mancanza di scrupoli. Sono quelli come Giovanni Bernaschi, interpretato da un impeccabile Fabrizio Gifuni, che manovra nell'ombra e con i suoi sodali gioca con le sorti dell'intero Paese.

I secondi sono tutti gli altri. Quelli che già faticano a prendere il controllo del proprio limitato spazio di vita, figurarsi se possono permettersi di pensare in grande. Tra questi c'è anche Dino Ossola, l'ambiguo personaggio messo in scena da Fabrizio Bentivoglio, che crede di potere, ma in realtà può ambire tuttalpiù alle briciole del vero banchetto. Che prende a riferimento i pochissimi di cui sopra, e non si fa scrupoli a utilizzare la famiglia per conquistarsi un posto sotto al tavolo.

Stabilita questa prima grande divisione tra predatori e parassiti, Il capitale umano tratteggia tutta un'altra serie di caratteri grotteschi. C'è chi è compromesso, chi pranza in compagnia dei sopracitati predatori, ma dentro di sé vuole ancora fingere di essere innocente, come Carla Bernaschi, moglie di Giovanni interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, ex attrice annoiata che per sentirsi ancora viva si prende a cuore le sorti di un teatro prossimo alla chiusura. E Donato Russomanno, con il volto malinconico di Luigi Lo Cascio, che si fa scudo della propria superiorità culturale per convincersi di essere al di sopra della mischia, accompagnato in questo dal grottesco abbaiare degli altri intellettuali invitati da Carla.

Al di sotto, schiacciati, ci sono i ragazzi. Che sono vittime dei loro discutibili genitori, ma allo stesso tempo non sono nemmeno più innocenti, ormai compromessi dal veleno che è colato dall'alto. In ogni caso gli unici che, forse, sono ancora in grado di salvarsi.

E poi c'è quella frase, emblematica, che da sola vale più di mille spiegazioni. "Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto". Un pesante j'accuse rivolto da Carla Bernaschi, ma in realtà dallo stesso Paolo Virzì, a un'intera classe politica e dirigente responsabile di avere masticato l'Italia per succhiarne la linfa vitale. Fino al giorno in cui, prosciugata l'ultima goccia di sangue, non rimarrà che una carcassa esanime.