Milena Canonero e gli Oscar: un fenomeno di costume

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Milena Canonero mentre ritira il suo premio Oscar (Getty Images)

La nostra connazionale Milena Canonero si è aggiudicata l’Oscar per i Migliori costumi grazie al suo lavoro su Grand Budapest Hotel . Si tratta della quarta statuetta per uno dei più grandi protagonisti italiani del cinema internazionale.

Anche quest’anno l’Italia è riuscita a portarsi a casa una statuetta: gli Oscar 2015 hanno infatti premiato Milena Canonero, che si è aggiudicata la statuetta per i Migliori costumi grazie al lavoro svolto al servizio di Wes Anderson in Grand Budapest Hotel. Si tratta del quarto Oscar e dell’ennesimo riconoscimento a questa vera e propria icona del cinema, che negli anni ha realizzato i costumi per alcuni grandi classici.

Nata a Torino nel 1946, dopo gli studi a Genova Milena Canonero si trasferisce da giovane a Londra, dove ha l’occasione di entrare in contatto con Stanley Kubrick. Proprio il leggendario regista le offre il suo primo incarico (quando si dice un esordio con il botto): si tratta di realizzare i costumi per il cult Arancia meccanica. Ancora fresca di studi, la venticinquenne Milena riesce a confezionare l’iconica divisa di Alex e dei suoi drughi, quei vestiti bianchi con cappello nero destinati a rimanere per sempre nell’immaginario collettivo… e a essere reinterpretati ogni anno in occasione di Carnevale e Halloween.

Quattro anni più tardi Kubrick la rivuole per l'epico film ambientato nel XVIII secolo, Barry Lindon. Il lavoro impegna a fondo Milena Canonero, che vuole lavorare personalmente su tutti i costumi del film, per il quale allestisce un laboratorio sartoriale di oltre quaranta persone. Il risultato è stupefacente, tanto da valerle il riconoscimento agli Oscar: nel 1976, sul palco degli Academy Awards Milena ritira la statuetta per i Migliori costumi. E si tratta solo della prima.

A questo punto Milena è già una costumista affermata e ricercatissima dai registi: a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 viene chiamata da Alan Parker per Fuga di mezzanotte e ancora una volta da Kubrick per il suo leggendario Shining. Nel 1981 è la volta del secondo Oscar, guadagnato con Momenti di gloria di Hugh Hudson, film che racconta della preparazione e poi partecipazione alle Olimpiadi del 1924 di due studenti inglesi.

Di qui in poi è una sequela di successi e di nomination agli Oscar: Milena Canonero va vicina al terzo Oscar con La mia Africa, Tucker - Un uomo e il suo sogno, Dick Tracy, Titus e L’intrigo della collana. La nuova statuetta arriva nel 2007, quando Sofia Coppola (il cui padre Francis Ford Coppola aveva già lavorato con Milena) la chiama a sé per Marie Antoinette. L’interpretazione pop data dalla regista alla celebre regina consente alla costumista di sfogarsi, con un lavoro allo stesso tempo di ricerca accurata e di rielaborazione personale. Il risultato è, per l’appunto, da premio.

Nel frattempo Milena Canonero riceve vari e prestigiosi attestati di stima anche in Italia, dove si aggiudica un David di Donatello per I Vicerè e tre Nastri d’Argento: uno per Marie Antoinette, uno per I Vicerè e uno per Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Proprio con Wes Anderson Milena aveva avviato negli anni una fruttuosa collaborazione, che ha dato vita ai meravigliosi costumi de Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Il treno per il Darjeeling e, per l’appunto, Grand Budapest Hotel.

Grand Budapest Hotel porta a quattro il numero degli Oscar di Milena Canonero. Un risultato riuscito a pochi non solo in Italia, ma a livello internazionale. E la sua vittoria conferma quanto gli artigiani del cinema italiani - costumisti e scenografi come Milena o Dante Ferretti  - rappresentino una vera e propria eccellenza a livello mondiale.