Fast and Furious 7, un fantasmagorico action-movie

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Fast and Furious 7, un momento adrenalinico

Sempre più adrenalinico, spettacolare, supersexy, emozionante...la saga di Fast and Furious cresce capitolo dopo capitolo e ora che siamo al settimo ci troviamo ipnotizzati da un impetuoso action-movie ricco di citazioni di altri film. Ecco la recensione

Donne e motori, pupe e pistoni. Gli ingredienti base del franchise Fast e Furious nel settimo, fotonico episodio della saga ci sono tutti. Ma questa volta ogni elemento è portato alle estreme conseguenze: ragazze sempre più seminude e sculettanti nei loro bikini supersexy come nei video rap di 50 Cent, Drake 2 Chainz, bolidi paracadutati da 3500 metri d'altezza, macchine corazzate che precipitano lungo burroni mozzafiato, tre mega-grattacieli di Abu Dhabi trapassati parte a parte da una fiammeggiante supercar da tre milioni e mezzo di dollari. Al di là di ogni limite del pensabile, oltre le leggi della fisica e della logica. Perché nella realizzazione di Fast & Furious 7 c'era in gioco qualcosa di più importante della semplice confezione di un blockbuster di intrattenimento. Quando Paul Walker, coprotagonista della serie a fianco di Vin Diesel, a riprese appena iniziate, muore fuori dal set in un incidente stradale, la Universal ha un problema bello grosso da risolvere.  Far morire anche il film o ricominciare da capo, riscrivendo la sceneggiatura e lavorando sul corpo, reale e digitale, di Paul Walker per costruire, oltre che il settimo episodio di una serie di successo, anche un omaggio e un atto d'amore verso la star prematuramente scomparsa?

Detestiamo gli spoiler e non scriveremo mai quale strada hanno preso produttori e sceneggiatori, e cioè se far vivere o morire sul grande schermo Paul Walker/Brian O’Conner. Vi diremo solo che l'operazione già tentata in passato con Brandon Lee nel Corvo o con Heath Ledger nel Cavaliere oscuro di Nolan qui é portata a termine con uno spiegamento di mezzi mai visto prima. Oltre ad aver recuperato materiale inedito dei capitoli precedenti, la produzione assolda Cody e Caleb Walker, i fratelli minori di Paul, perché lo sostituiscano nelle nuove scene da girare; poi, ai loro corpi, il computer sovrappone il viso della star scomparsa. Un’impresa così gigantesca che, a parte una lunga sequenza di combattimento corpo a corpo nel prefinale in cui uno Walker virtuale non é mai ripreso in faccia, sfido chiunque a riconoscere il vero attore da quello fantasmatico ricreato in post-produzione.

Ma il nuovo, scintillante Fast & Furious, oltre a un essere un omaggio quasi toccante a Walker, è un impetuoso action-movie che contiene molti altri film. E' un ibrido tra gli ultimi adrenalinici Bond movies, i migliori Mission Impossible con Tom Cruise, i più apocalittici tra i kolossal supereroici stile Avengers o Captain America: The winter soldier e cult anni 90 come Point Break; il tutto ottenuto premendo l’acceleratore sull'esagerazione, l'assurdo e la totale sospensione dell’incredulità. L’effetto - se si stacca il cervello e ci si abbandona al piacere puro di un indimenticabile spettacolo senza coerenza, è godibile grazie alla credibilità delle sequenze d’azione, orchestrate con millimetrica precisione da James Wan, regista specialista di alcuni importanti horror seminali ( The Saw, Insidious 1 e 2, The conjuring), e la fisicità dei corpo a corpo tra le tante superstar del film: Dwayne Johnson e Vin Diesel contro Jason Statham, Michelle Rodriguez contro la lottatrice Ronda Rousey, Paul Walker (o chi per lui) contro Tony Jaa, l'attore-atleta thai di arti marziali.

La storia? Per quel che conta, è tutta incentrata sulla vendetta, quella perpetrata da un cattivo senza scrupoli nei confronti di Dominic Toretto (Vin Diesel) e del suo clan, colpevoli di avergli ammazzato il fratello. Un pretesto per mostrare pura energia 24 fotogrammi al secondo per la bellezza di 140 minuti. E, dopo mille pallottole e infinite esplosioni, esaltare nel finale paradisiaco i valori eterni della famiglia.