In Fondo al Bosco: la recensione

Arriva su Sky Cinema 1 domenica 13 marzo alle ore 21.10 In fondo al bosco, diretto da Stefano Lodovichi, una produzione Sky Cinema in associazione con Onemore Pictures, prodotto da Manuela Cacciamani. Un thriller avvincente con Filippo Nigro e Camilla Filippi  

di Fausto Galosi

Un bambino di quattro anni scompare misteriosamente durante una festa popolare. 5 anni dopo viene ritrovato e riportato in famiglia. Tutto sembra essersi risolto per il meglio, invece l’incubo comincia in quel momento perché il bambino sembra nascondere qualcosa, si comporta in modo strano, inquietante, ha degli scatti di violenza gratuita e a poco a poco si profila l’ombra del dubbio che non sia lui, che sia un estraneo, un alieno, il “diavolo probabilmente”….

 


In fondo al bosco è stato il primo film targato Sky che esce direttamente nelle sale cinematografiche, una storia piena di verità nascoste e di colpi di scena. Un thriller con venature horror, caratterizzato da un’ambientazione inconsueta: la val di Fassa con le sue montagne, i boschi, la neve. Una scommessa dal punta di vista produttivo, che punta tutto sulla creatività e sulla professionalità dei giovani talenti italiani.
L’idea di partenza deriva dalla scoperta di una singolare leggenda popolare, che interessa tutto l’arco alpino: la leggenda dei Krampus. Si racconta che nei periodi di carestia dei montanari vestiti di pelle di capra e corna di animali scendessero a valle per depredare i villaggi. E si favoleggia che un giorno fra loro si nascondesse il diavolo e per scacciarlo si rese necessario l’intervento del vescovo di Bolzano, San Nicolò. Da quel momento ogni anno la notte del 5 dicembre si commemora San Nicolò con una festa popolare in cui sfilano i cosiddetti Krampus, gruppi di uomini vestiti da diavoli che spaventano i bambini che non si sono comportati bene durante l’anno.

 


IL giovane regista Stefano Lodovichi e gli sceneggiatori Isabella Aguilar e Davide Orsini sono partiti da questa festa popolare e hanno immaginato una storia tutta sospesa fra cronaca nera e paranormale, fra passato e presente, fra isteria e demoniaco. Un dramma familiare ambientato in una piccola comunità di montagna in cui tutti si conoscono e sembrano avere qualcosa da nascondere. Una provincia tenebrosa, gelida, opprimente, fotografata nei suoi risvolti dark, evidenziando il suo “lato oscuro” alla Twin Peaks
Il risultato è un film che vola alto, facendo riferimento alla lezione di Hitchcock e Polanski, ma si radica nella concretezza di un set faticoso e logorante, dove il gelo, la pioggia, la neve sono un occasione per mettersi in gioco, alla ricerca di una autenticità fuori dagli schemi.

 

di Fausto Galosi

Un bambino di quattro anni scompare misteriosamente durante una festa popolare. 5 anni dopo viene ritrovato e riportato in famiglia. Tutto sembra essersi risolto per il meglio, invece l’incubo comincia in quel momento perché il bambino sembra nascondere qualcosa, si comporta in modo strano, inquietante, ha degli scatti di violenza gratuita e a poco a poco si profila l’ombra del dubbio che non sia lui, che sia un estraneo, un alieno, il “diavolo probabilmente”….

 


In fondo al bosco è stato il primo film targato Sky che esce direttamente nelle sale cinematografiche, una storia piena di verità nascoste e di colpi di scena. Un thriller con venature horror, caratterizzato da un’ambientazione inconsueta: la val di Fassa con le sue montagne, i boschi, la neve. Una scommessa dal punta di vista produttivo, che punta tutto sulla creatività e sulla professionalità dei giovani talenti italiani.
L’idea di partenza deriva dalla scoperta di una singolare leggenda popolare, che interessa tutto l’arco alpino: la leggenda dei Krampus. Si racconta che nei periodi di carestia dei montanari vestiti di pelle di capra e corna di animali scendessero a valle per depredare i villaggi. E si favoleggia che un giorno fra loro si nascondesse il diavolo e per scacciarlo si rese necessario l’intervento del vescovo di Bolzano, San Nicolò. Da quel momento ogni anno la notte del 5 dicembre si commemora San Nicolò con una festa popolare in cui sfilano i cosiddetti Krampus, gruppi di uomini vestiti da diavoli che spaventano i bambini che non si sono comportati bene durante l’anno.

 


IL giovane regista Stefano Lodovichi e gli sceneggiatori Isabella Aguilar e Davide Orsini sono partiti da questa festa popolare e hanno immaginato una storia tutta sospesa fra cronaca nera e paranormale, fra passato e presente, fra isteria e demoniaco. Un dramma familiare ambientato in una piccola comunità di montagna in cui tutti si conoscono e sembrano avere qualcosa da nascondere. Una provincia tenebrosa, gelida, opprimente, fotografata nei suoi risvolti dark, evidenziando il suo “lato oscuro” alla Twin Peaks
Il risultato è un film che vola alto, facendo riferimento alla lezione di Hitchcock e Polanski, ma si radica nella concretezza di un set faticoso e logorante, dove il gelo, la pioggia, la neve sono un occasione per mettersi in gioco, alla ricerca di una autenticità fuori dagli schemi.