David Lynch: 70 anni di visioni e trasgressioni, sogni e film

Patricia Arquette in versione mora, in una scena di Strade Perdute - Lost Highways

Mercoledì 20 gennaio, Sky Cinema Cult rende omaggio al geniale regista americano con due delle sue opere più misteriose, oniriche e perturbanti. Si inizia alle 21 con Strade perdute, un viaggio al termine della notte con Bill Pullman e Patricia Arquette. Alle 23: 15, tocca a Fuoco cammina con me, lisergico prequel della serie Twin Peaks che narra gli ultimi sette giorni della vita di Laura Palmer, con un enigmatico cameo di David Bowie.

di Paolo Nizza

 

E' il 20 gennaio del 1946, quando il  "James Stewart venuto da Marte", come lo battezzò Mel Brooks, viene al mondo. Ed è già uno strano mondo. Una misteriosa e minacciosa arcadia americana, fatta di foreste e insetti, luce e ombra. Il padre di Lynch, ricercatore impiegato presso il ministero dell'Agricoltura, porta spesso il figlio a spasso per i boschi. Un giorno, Il piccolo David si ritrova a osservare un vecchio albero di ciliegio. Dalla corteccia cola della resina e intorno si agitano delle formiche. Lynch fissa questa cosa viva per ore. "Era come guardare la televisione", dichiara il regista in una lunga intervista pubblicata da David Berskin. E di questa materia cangiante, gelatinosa,  pericolosa è fatto il cinema di Lynch. Si tratta della "materia di cui sono fatti i sogni", direbbe il Duca Prospero immortalato da William Shakespeare nella Tempesta.

Così per celebrare la visionarietà e l'audacia di questo maestro del contrasto, di questo beffardo investigatore del subconscio, di questo fratello immaginario di Franz Kafka, Sky Cinema Cult manda in onda due film tra i più sperimentali, controversi e affascinanti diretti da David Lynch.

 

Il viaggio inizia sulle Strade Perdute, sull'asfalto nero catrame delle Lost Highways della California.


 

 

La Crime Story si apre e si chiude con la frase  "Dick Laurant è morto", che qualcuno pronunciò davvero al citofono di casa Lynch. Ma l'alfa e l'omega si confondono in questa pellicola in cui Il Doppelgänger danza con La donna che visse due volte di Hitchcockiana memoria. Una vertigine di sesso e morte, con un uomo misterioso, ubiquo e malvagio, una casa in fiamme nel deserto, un sassofonista geloso a cui non piacciono le telecamere, una femme fatale bionda e/o mora, che nessuno avrà mai.  Con la perizia di uno Chef seguace della cucina molecolare, Lynch destruttura la tradizione del cinema noir miscelando la battuta maschilista da trivio (" ha visto più f... di una tazza del cesso")  con il senso di colpa che alberga nei  film di Fritz Lang. Il regista centrifuga il topless della Arquette con l'eterna lotta fra pulsione sessuale e pulsione di autoconservazione svelata da Freud, con la complicità  di una colonna sonora da ascoltare a loop, tra This magic moment di Lou Reed e The Perfect Drug dei Nine Inch Nails.

 

 

 

Il tour in questo strange word architettato dal talentuoso e allampanato demiurgo, appassionato d'arte, prosegue con Fuoco cammina con me.

 

 

Con inusitato coraggio e un certo sprezzo del pericolo, Lynch evita le secche di una corriva e banalotta appendice della serie tv Twin Peaks. David, come ha sempre dichiarato, non si preoccupa di quello che penserà il pubblico, ma sceglie di entrare nella ultima settimana di  vita di Laura Palmer dalla porta di servizio.  Niente concessioni allo spiegone, al principio di realtà. Con Fuoco cammina con me, Lynch si prende il rischio di filmare l'Es e i suoi fantasmi, di catturare il desiderio con una trappola a 24 fotogrammi al secondo. Certo, non siamo di fronte a un esperimento completamente  riuscito, ma bastano la scena in cui Laura e suo padre restano fermi davanti a un semaforo con la loro auto o  la sequenza del bordello canadese perché Fuoco cammina con me assurga alla dimensione di un autentico cult movie.

 

 

 

 

 

Lynch non ha paura di ascoltare gli ultimi battiti del cuore di tenebra di questa reginetta bionda dalle morbide forme,  in fissa per la cocaina e il sesso estremo. Il male può essere ovunque e sedurre chiunque. In fondo anche Lucifero era un angelo. David non vuole salire in cattedra, ma mostrarci ciò che siamo, svelarci la parte nascosta dell'iceberg. Per citare le sue parole. " Se volete un messaggio andate all'ufficio postale."