Ettore Scola: addio al regista che unì impegno e commedia all'italiana

E' morto all'età di 84 anni un maestro del cinema italiano. Regista e sceneggiatore, Scola era nato a Trevico, provincia di Avellino, il 10 maggio del 1931. Autore di capolavori come C'eravamo tanto amati e La famiglia , il cineasta aveva diretto nella sua lunga carriera alcuni tra i più grandi attori italiani: da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, da Vittorio Gassman a Marcello Mastroianni, da Nino Manfredi a Giancarlo Giannini.

Sky Cinema Classics rende omaggio al cinesta italiano con una selezione di film. Oggi A partire dalle 17:25 vedremo Maccheroni, Che ora è, Una Giornata Particolare e Brutti, sporchi e cattivi.


Domenica 24, invece, sempre Sky Cinema Classics, manderà in onda una maratona con 10 pellicole a partire dalle 7:30  

 

Di Paolo Nizza


Ettore Scola ci ha lasciati la sera di martedì 19 gennaio. Era ricoverato a Roma, al  reparto di chirurgia del policlinico. Il regista era in coma da domenica.

Come spesso accade nella vita, la sua avventura cinematografiica inizia quasi per caso. Sul set del surreale Totò Tarzan scrive la sua prima battuta: "lei Cheeta, io Tarzan tu bbona". E' il 1950 ed Ettrore Scola lavora in quella fucina di autentici talenti che è la redazione del Marc'Aurelio, "l'unico momento industriale del cinema italiano, una vera catena di montaggio" che il regista raccontera nel delizioso Che strano chiamarsi Federico, il ultimo suo film, diretto nel 2013 e scritto insieme alle figlie Paola e Silvia.

In mezzo, ci sono stati alcuni, indimenticabili capolavori che hanno fatto la storia del cinema.  Come C'eravamo tanto amati,  un affresco amaro e ironico dell'Italiia del 1974, ricco di battute da imparare a memoria come quella pronunciata da Nicola, il cinephile di Nocera Inferiore interpretato da Stefano Satta Flores: "Buttare via la propria vita significa farne il migliore degli usi. Oppure preferite quest'altra battuta, ah? Vivere come ci pare e piace costa poco, perché lo si paga con una cosa che non esiste: la felicità."

E proprio dell'impossibiltà di essere felici parla Una giornata Particolare. Girato con un filtro particolare per restituire al film i colori desaturati e sbiaditi della Roma fascista immortalata dai documentari dell'epoca, la pellicola è il dolente incontro fra due solitudini, con un Marcello Mastroianni e una Sophia Loren da antologia, grazie a una recitazione squisitamente sommessa.

Ma Ettore Scola ha firmato anche alcune pellicole meno note e fortunate che varrebbe la pena di rivedere e riscoprire, come Il Commissario Pepe con un immenso Ugo Tognazzi, funzionario stritolato dall'ipocrisia, dalla piccineria e dalla malvagità di una piccola cittadina della provincia veneta. Oppure La più bella serata della mia vita ispirato al racconto "La panne. Una storia ancora possibile" di Friedrich Dürrenmatt con un subdolo Alberto Sordi protagonista di una sardonica commedia che sfocia nel metafisico.

Senza dimenticare Brutti, sporchi e cattivi, diretto da Scola nel 1976. Il film che pur vincendo il premio per regia al Festival di Cannes, divise critica e pubblico, è ancora oggi una pellicola scomoda, vicina al Pasolini di Salò. Un attaco al populismo d'accatto, al consumismo e alla mercificazione dei corpi, ormai imperanti pure nella Suburra delle borgate romane. Nino Manfredi, straordinario nel vestire gli stracci di  Giacinto Mazzatella, un padre padrone degenerato e disturbante, un "nuovo mostro" dedito all'alcol, alla alla vendetta e all'incesto.

 

 

Anche in un film non completamente riuscito come Maccheroni, Scola riesce ad offrirci squarci di grande cinema, basti pensare al rimedio contro l'emicrania  suggerito da Mastroianni a Jack Lemmon o all'incantato, triste e, al tempo stesso, buffo finale.

D'altronde, Scola è sempre stato straordinario nella direzione degli attori. Lo dimostra la coppa Volpi vinta alla Mostra del cinema di Venezia dalla coppia Mastroianni- Troisi , protagonista di Che ora è.

Questo incontro-scontro fra padre e figlio, sullo sfondo di una plumbea e  invernale Civitavecchia, è la cartina di tornasole di un vuoto di comunicazione, di un'assenza di dialogo, (ritmata dalla frase tormentone che dà il titolo al film,  in cui versa un genitore paralizzato dall'ansia dubbio di non conoscere per niente il proprio ragazzo

 

 

Perché per Ettore Scola "il cinema è dubitativo non affermativo. Un film non deve dare soluzioni. Però porre interrogativi, sottolineare certi dubbi, avvertire domande che sono nell'aria e riproporle. Credo sia questo uno dei compiti del cinema".

Insomma, sia come sceneggiatore di film che hanno fatto la storia del cinema italiano come Io la conoscevo beneil sorpasso, sia come regista di pellicole indimenticabili che hanno raccontato la storia del nostro Paese, Scola ci ha fatto piangere, pensare e divertire, sempre con una salutare dose di (auto)ironia  e restando in sintonia con l'aforisma di Ennio Flaiano citato nella Terrazza: "Coraggio, il meglio è passato."

 

 

Ecco nel dettaglio l'omaggio di Sky Cinema Classics

 

Oggi – 20 GENNAIO

·         17:25 - MACCHERONI

·         19:15 – CHE ORA E’

·         21:00 – UNA GIORNATA PARTICOLARE

·         22:55 – BRUTTI,  SPORCHI E CATTIVI

 

Domani – 21 GENNAIO

·         15:30 – UNA GIORNATA PARTICOLARE

·         17: 20 – BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI


Domenica 24

  • 07:30 -TOTO’ NELLA LUNA
  • 09:10 - ACCADDE AL COMMISSARIATO
  • 10:50 - MACCHERONI
  • 12:35 - GRAN VARIETA’
  • 13:40 -  DUE NOTTI CON CLEOPATRA
  • 15:05 - BRUTTI SPORCHI E CATTIVI
  • 17:05 - UNA GIORNATA PARTICOLARE
  • 18:55 - I MOSTRI
  • 21:00 – IL SORPASSO
  • 22:50 – CHE ORA E’