Il mondo del cinema ricorda Ettore Scola

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Tanti i commenti a caldo e i post sui social network per la scomparsa del grande regista: dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi al regista Paolo Sorrentino fino agli attori e attrici che hanno lavorato con lui come Stefania Sandrelli e Giancarlo Giannini

Il cinema italiano dice addio al regista e sceneggiatore Ettore Scola, morto a Roma, all’età di 84 anni. Scola era noto per aver diretto pietre miliari come C'eravamo tanto amati e La famiglia. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto numerosissimi premi, fra cui al Festival di Cannes, la Miglior Regia per Brutti, sporchi e cattivi e vari David di Donatello, fra cui quello alla carriera del 2011. E’ stato nominato agli Oscar 4 volte, sempre nella categoria Miglior film straniero, per Una giornata particolareI nuovi mostri,Ballando ballando e La famiglia. Ha lavorato con attori del calibro di Vittorio Gassman e Nino Manfredi.

Fra i primi a esprimere cordoglio, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che definisce Scola "maestro dalla incredibile ed acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo; coscienza civile che lascia un enorme vuoto nella cultura italiana".

Anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha ricordato il regista appena scomparso con queste parole: "Ci ha lasciato Ettore Scola. Un grande maestro, un uomo  straordinario, giovane sino all'ultimo giorno della sua vita".

Ma è nello specifico è il mondo del cinema a piangere Ettore Scola.

Il regista Paolo Sorrentino in un ‘intervista ha dichiarato che “con la morte di Ettore Scola il cinema italiano può dichiararsi più solo. La sua scomparsa mi rattrista moltissimo".

Stefania Sandrelli. una delle attrici che Scola ha voluto spesso al suo fianco,lo ricorda così: “Avesse dovuto scegliere una parola su tutte questa parola sarebbe stata: noi. Mi ha trasmesso la meraviglia della collaborazione nel nostro lavoro, della condivisione, del sostegno, il privilegio la magia di fare le cose insieme e che cose abbiamo fatto insieme, che film!"

La scelta di Leonardo Pieraccioni per ricordare Ettore Scola è affidata a Twitter e alla pubblicazione della locandina in bianco e nero di C'eravamo Tanto Amati, con Gassman, Manfredi e Satta Flores.

A un tweet si affida Alessandro Gassmann, figlio dell'attore feticcio di Ettore Scola, Vittorio Gassmann: "Ciao Ettore! Ti abbiamo tanto amato. Che lezione grande la tua, che regalo il tuo cinema. TVB".

Renzo Arbore lo ricorda a caldo durante la diretta di una  trasmissione televisiva: “Abbiamo perso un grande maestro. La mia generazione, che è quella successiva alla sua, ha avuto la fortuna di avere grandi maestri come lui, come Fellini, come Antonioni o Zavattini. Era una generazione straordinaria che io devo ringraziare".

Ho cominciato con lui facendo Dramma della gelosia e poi più tardi La cena – ha detto Giancarlo Giannini. Ci vedevamo spesso e mi colpiva sempre la sua intelligenza. E' stato un grande regista e un grande uomo con una grande gioia nella vita. Aveva un modo così acuto di raccontare e poi era sempre tranquillo e ti metteva a tuo agio. Un uomo di un’umanità incredibile".

 "Un dolore enorme, è stato il mio maestro, forse la figura più importante della mia vita al cinema". CosìSergio Castellitto ricorda Ettore Scola con il quale aveva lavorato nel film La famiglia. "L'avevo sentito a Natale - continua l'attore - era venuto a vedere il mio ultimo film e si prodigava in consigli. Era come un padre. Era veramente l'ultimo di quel mondo, di quella generazione".  

"E' stato uno degli incontri più importanti della mia vita. Ho partecipato al film La famiglia ed e' stata una grande esperienza professionale e di vita accanto a un uomo di grandissima intelligenza e ironia". Cosi' ricorda Ettore Scola il produttore e attore Andrea Occhipinti.  E continua: "era anche un uomo di grande bonarietà. L'ho vissuto come una sorta di patriarca, durante 'La famiglia' ci teneva tutti sotto la sua ala. Con lui perdiamo un grande uomo, un uomo curioso di tutto quello che succedeva, mai bacchettone e con una grande apertura mentale".