Spie e soldatesse. Alla scoperta delle Peggy Carter videoludiche

Inserire immagine
Credits: Lego

Mentre su Sky Cinema arriva la mini-serie Marvel Agent Carter, ecco quali sono i personaggi elettronici che più le assomigliano. Dalle leggendarie The Boss e Meryl di Metal Gear Solid, passando per Claire Redfield di Resident Evil ed Evie Frye di Assassin’s Creed Syndicate, fino ad arrivare a Mona Sax di Max Payne 2 e all’acrobatica Rubi Malone di Wet

Peggy Carter, inventata da Stan Lee per Captain America nel 1966 e ora protagonista di una mini-serie a lei dedicata (scopri quando va in onda su Sky Cinema), esordisce come giovane combattente durante la Seconda Guerra Mondiale. Unendosi alla Resistenza francese diventa un soldato formidabile e continuerà la sua carriera nella saga degli Avengers. E proprio nella versione Lego dei Avengers possiamo trovare l’unica trasposizione videoludica di questo personaggio realizzata fino ad ora.

 

Questa donna forte e combattiva, così astuta da essere anche un’eccellente agente segreto, è il prototipo di tanti caratteri femminili dei film d’azione a venire, ma il suo retaggio è potente soprattutto nei videogiochi che fino dalle loro origini più narrative hanno tratto ispirazione dalle mitologie pop dei fumetti. Ecco dunque le “figlie” dell’Agente Carter, donne appartenenti a mondi, immaginari e genere diversi che posseggono la sua forza, l’addestramento e il fascino.

 

Le donne di Hideo Kojima - Sono molte e tutte carismatiche. Prima fra tutte The Boss che come Peggy combatte durante il secondo conflitto mondiale. E’ uno dei personaggi principali di Metal Gear Solid 3 sebbene il suo ricordo sia fondamentale in tutta la saga. E’ considerata colei che creò le “forze speciali” della modernità, implacabile sia nel corpo a corpo che con le armi da fuoco. E’ protagonista tra l’altro di uno dei finali più grandi e struggenti della storia dei videogiochi. Nel terzo e nel quarto episodio di Metal Gear c’è la bellissima - anche quando più “ageé”-  spia Eva, una donna intelligente quanto sensuale. Vanno ancora citate la dura Meryl, soldato capacissimo del secondo e quarto episodio e il silenzioso cecchino Quiet dal fascino letale. 

 

Le donne nell’orrore - Le protagoniste di Resident Evil sono agenti o combattenti nate. Come l’agente speciale della Stars, Jill Valentine, nella saga dalle terrorizzanti origini. O Claire Redfield, la sorella di Chris. Diversamente dalle sventurate donne di tanti film dell’orrore, spesso solo vittime, in Resident Evil queste sono addestrate nell’utilizzo delle armi e nelle arti della sopravvivenza tanto da non fuggire al cospetto di nessun orrore. 

C’è poi Aya Brea, protagonista della saga di Parasite Eve, un’agente della polizia di New York che fronteggerà la ribellione mostruosa dei mitocondri e terrori ultra-dimensionali.

 

Le donne-sicario - Sebbene siano comunque delle mercenarie, queste tre sono vere eroine. C’è Mona Sax, la travolgente, misteriosa e sfortunata  donna che fece innamorare Max Payne nel secondo episodio. La seconda è un personaggio oscuro poiché il videogioco di cui è stata protagonista non ha avuto il successo sperato, malgrado avesse degli ottimi spunti ludici e visivi: è Rubi Malone di Wet, fortissima con la katana e le armi da fuoco.  La terza è l’astuta, nobile e implacabile Evie Frye, assassina dell’ordine nell’ottimo Assassin’s Creed Syndicate.

 

GUARDA LA GALLERY